Per l’ambiente e il commercio locale: Sì agli alimenti equi

di Ivo Durisch, Capogruppo Ps al Gran Consiglio

Penuria di acqua, moria di pesci, temperature da record: questa estate caldissima ha mostrato ancora una volta che il cambiamento climatico ha effetti negativi anche qui in Svizzera. Più importante che mai è sostenere ora l’iniziativa per gli alimenti equi, sulla quale siamo chiamati a votare il 23 settembre. Cosa compriamo e mangiamo è una scelta politica.

Sperimentare è vitale per la scuola

di Francesco Cavalli, già deputato al Gran Consiglio                      

Quando nel 2014 comparve il primo documento su “La scuola che verrà” mi colpì favorevolmente il sottotitolo “Idee per una riforma tra continuità e innovazione”. Due parole chiave, continuità e innovazione che ancora oggi, a mio modo di vedere, caratterizzano questo progetto sulla cui sperimentazione saremo chiamati a votare il 23 settembre.
Continuità, in quanto la struttura della scuola dell’obbligo non viene per nulla stravolta: non tanto perché, ad esempio, non sono introdotte nuove discipline e non ne vengono abolite, ma soprattutto perché vengono riaffermati i principi dell’inclusività, dell’eterogeneità e dell’equità.

Paura, denigrazione e demagogia

di Alessandro Robertini
Presidente regionale PS Bellinzonese e docente SUPSI

Tra i detrattori della sperimentazione, e ribadisco sperimentazione, di tre anni della riforma della scuola obbligatoria detta Scuola che verrà (Scv) sta emergendo un palese nervosismo che denota una totale mancanza di argomenti validi contro un progetto che porterà solo dei miglioramenti al sistema scolastico ticinese.
Sembrerebbe che non si voglia sperimentare, perché c’è il timore che questo possa, con buona probabilità, confermare la bontà del progetto, smontando tesi che vorrebbero invece smantellare il settore pubblico scolastico a favore di modelli che favoriscono solo i più abbienti, come avveniva prima della scuola media unica che a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta sostituì, con ottimi risultati, ginnasio e scuola maggiore.

Educazione civica: un chiaro NO alle proposte di modifica della Legge della scuola

di Daniela Pugno Ghirlanda
Deputata PS al Gran Consiglio

Introdurre nella griglia oraria della Scuola media due ore al mese di civica, come materia a sé stante, con nota a parte. Due ore che verrebbero tolte alla storia, per non modificare la griglia oraria. Nella Scuola media superiore, invece, l’insegnamento della civica entrerebbe in modo frammentario a far parte delle scienze umane. L’efficacia dell’insegnamento sarebbe poi controllata dal Consiglio di Stato ogni due anni, per un totale di quattro anni. Questa, ridotta all’osso, è la proposta di modifica dell’articolo 23 della Legge della scuola, in votazione il prossimo 24 settembre. È una modifica che gli insegnanti, gli esperti, le associazioni e tutti quelli che lavorano nel settore della formazione respingono perché produrrebbe più danni che vantaggi.

Previdenza vecchiaia 2020: Sì al rafforzamento

di Renzo Ambrosetti e Vasco Pedrina, già copresidenti Unia

Le accuse profuse dai promotori del referendum di sinistra contro il pacchetto “Previdenza per la
vecchiaia PV 2020” contro tutti i sindacati nazionali, il Pss e i Verdi – che invitano a votare ‘sì’ a
questa riforma il 24 settembre prossimo – sono pesanti. Ma hanno un fondamento? No, per niente,
se si esaminano obiettivamente i vantaggi e gli svantaggi concreti di questa riforma, senza ignorare
il contesto politico nella quale essa si situa. I fautori del referendum criticano in primo luogo
l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni e la riduzione dell’aliquota di
conversione nel secondo pilastro.

Solo vantaggi con la nuova strategia

di Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS

Nelle scorse settimane i giornali sono stati invasi da inserzioni contro la revisione della Legge sull’energia rivolti agli inquilini. Come membro di comitato dell’Associazione svizzera degli inquilini e presidente fino allo scorso novembre, non solo mi oppongo fermamente a questo utilizzo pretestuoso degli inquilini per far campagna contro una svolta energetica necessaria, ma voglio anche mettere in guardia gli inquilini stessi da queste informazioni scorrette e fuorvianti, che inducono a pensare che la strategia energetica 2050 causerà costi esorbitanti a loro carico.