Sì alla sperimentazione!

di Cristina Zanini Barzaghi, Municipale PS Lugano

Viviamo in un’epoca di continui cambiamenti, perciò non c’è dubbio: non si finisce mai di imparare, in ogni contesto e a ogni età. Imparare significa ascoltare, leggere, cercare informazioni e analizzarle in modo oggettivo.

Scuola che verrà: 10 motivi per votare SÌ

di Manuele Bertoli, Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport

Scuola che verrà: 10 motivi per votare SÌ a un’esperienza triennale

1) SÌ a misure concrete che permetteranno di rafforzare le competenze degli scolari ticinesi.

2) SÌ a garantire le pari opportunità a tutti e sostenere meglio ognuno in base alle proprie caratteristiche individuali.

3) SÌ a rafforzare ulteriormente la scuola Ticinese, già tra le migliori in Svizzera, investendo sulla continuità.

4) SÌ a fare un’esperienza che permetterà ai docenti di seguire le allieve e gli allievi più da vicino.

5) SÌ a un’esperienza triennale con una valutazione scientifica esterna, come richiesto dal Parlamento.

Diamo alla nostra scuola gli strumenti per crescere!

di Daniela Pugno Ghirlanda, ex insegnante e deputata in GC per il gruppo PS.
Co-relatrice del rapporto di maggioranza a favore della sperimentazione del progetto “La scuola che verrà”.

Il dibattito sul progetto di riforma della scuola dell’obbligo (“La scuola che verrà”) si sta facendo intenso sulla stampa scritta e sulla rete. Buon segno, significa che i ticinesi hanno a cuore la loro scuola come in passato e credono nella valenza democratica del dibattito pubblico. Dato che ogni cambiamento nell’organizzazione scolastica implica numerosi risvolti tecnici, è utile fare il punto su alcuni aspetti di questa votazione che potrebbero non essere ancora abbastanza chiari.

Scuola che verrà: un Sì convinto anche alla faccia del ‘matador’

di Igor Righini, Presidente PS

Il comitato referendario contro “la scuola che verrà”, su cui voteremo il 23 settembre, ha manifestato l’avversità al progetto ergendosi a difensore della scuola pubblica. Ha fatto come il “matador”: s’è alzato sulle punte e ha sventolato il drappo rosso con cui nasconde la fatidica spada. È sceso nell’arena della politica, ai mercati, in televisione usando parole menzognere e offensive per quella che ritiene una “scuola rossa”. “Olé, olé!” ha esclamato chi poco tempo fa pretendeva di usare le risorse di noi tutti cittadini per fare la scuola privata per pochi privilegiati. “Olé, olé!”, il “matador” cerca di provocare la reazione inferocita del cittadino. Vuole ottenere fumo dalle sue narici. aspetta la carica finale per mandare all’aria un progetto capace di garantire un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola pubblica.

Sperimentazione necessaria per i nostri figli

di Ivo Durisch, Capogruppo PS al Gran Consiglio

Il prossimo 23 settembre si vota sulla concessione del credito per sperimentare il progetto di riforma della scuola dell’obbligo, un progetto approvato a larga maggioranza dal Gran Consiglio. È una decisione importante quella che ci apprestiamo a prendere perché influirà in modo significativo sulla formazione dei nostri giovani in un momento decisivo della crescita quale è quello della scuola dell’obbligo.

Da cittadino sono fermamente convinto che questa sperimentazione sia necessaria. Una convinzione che non è frutto del caso, ma che è maturata in seguito a prese di posizione molto equilibrate e autorevoli di genitori e insegnanti che negli ultimi mesi hanno ribadito la necessità per la scuola ticinese di rinnovarsi.

Più in bici grazie a più ciclopiste

di Bruno Storni
Deputato PS al Gran Consiglio e Presidente ATA Svizzera italiana

La mobilità dolce fa bene alla salute di chi la pratica e ha ricadute positive sull’intera società con meno assenze sul posto di lavoro per malattie e minori costi per sanità e assicurazioni sociali . È quanto si può leggere nel rapporto sui costi esterni del traffico dell’ARE che quantifica in 1.3 miliardi/anno i benefici esterni della dolce.
Ma per la Confederazione la bicicletta di fatto non esiste per questo una nutrita schiera di associazioni e partiti hanno lanciato l’Iniziativa Bici per ancorare le vie ciclabili nell’art 88 della costituzione al pari dei sentieri e dei percorsi pedonali. Il Consiglio federale ha proposto un controprogetto sul quale voteremo visto che essendo molto vicino al testo dell’iniziativa essa è stata ritirata.