Scuola che verrà: un Sì convinto anche alla faccia del ‘matador’

di Igor Righini, Presidente PS

Il comitato referendario contro “la scuola che verrà”, su cui voteremo il 23 settembre, ha manifestato l’avversità al progetto ergendosi a difensore della scuola pubblica. Ha fatto come il “matador”: s’è alzato sulle punte e ha sventolato il drappo rosso con cui nasconde la fatidica spada. È sceso nell’arena della politica, ai mercati, in televisione usando parole menzognere e offensive per quella che ritiene una “scuola rossa”. “Olé, olé!” ha esclamato chi poco tempo fa pretendeva di usare le risorse di noi tutti cittadini per fare la scuola privata per pochi privilegiati. “Olé, olé!”, il “matador” cerca di provocare la reazione inferocita del cittadino. Vuole ottenere fumo dalle sue narici. aspetta la carica finale per mandare all’aria un progetto capace di garantire un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola pubblica.

Povertà infantile, esclusione sociale

di Ivo Durisch, Capogruppo PS in Gran Consiglio

‘La povertà in età infantile può incidere negativamente sulla partecipazione e sulle possibilità di sviluppo dei bambini ed è considerata come un fattore di rischio di povertà ed esclusione sociale in età adulta’. Questa disparità nasce da fattori che singolarmente possono apparire poco rilevanti come la possibilità di frequentare corsi ricreativi o sportivi a pagamento, la possibilità di avere una scrivania per lo studio separata dall’ambiente famigliare, la possibilità di partecipare alle gite scolastiche. È la somma di questi fattori che contribuisce fortemente a penalizzare lo sviluppo e le scelte future del/della giovane.