Idroelettrico: andava difeso prima

di Bruno Storni, Deputato PS in Gran Consiglio

Qualche settimana ho scritto del rischio di licenziamenti nell’idroelettrico evitabili con l’uscita pianificata dal nucleare che avrebbe generato più mercato e un impulso di rilancio per il nostro settore idroelettrico, sotto pressione a causa, anche, di una marcata concorrenza dell’energia nucleare sussidiata. Fare questa previsione non è stato per niente difficile. Lo constatiamo a pochi giorni dall’esito di una votazione che ha permesso di mantenere in attività vetuste centrali nucleari appartenenti a varie società, Axpo, Bkw, Alpiq… il cui capitale è detenuto da diversi Cantoni, da Berna, Argovia, Zurigo ecc. fino a San Gallo.

Non vanifichiamo gli sforzi delle Amb

di Alessandro Robertini, Presidente regionale PS del Bellinzonese

Da diversi anni le Aziende municipalizzate di Bellinzona (Amb), futuro fiore all’occhiello anche della nuova Città aggregata, si sono impegnate a fornire alla clientela solamente energia rinnovabile (idrico, solare, eolico, biomassa) escludendo dal mix energetico di approvvigionamento tutti i vettori non rinnovabili quali nucleare, petrolio, gas naturale e carbone. Una scelta oltremodo lungimirante e che anticipa di diversi anni la strategia energetica 2050 della Confederazione, che mira a una progressiva chiusura delle centrali nucleari presenti sul territorio svizzero.

Senza nucleare dal 2029: una strategia possibile

di Bruno Storni, deputato in Gran Consiglio

Il 27 novembre si vota per l’abbandono pianificato di reattori nucleari a tecnologie dimostratesi a più riprese estremamente rischiose.
Nel mondo su 500 reattori già 5 hanno visto la fusione del nucleo con i disastri che conosciamo. Siamo all’1%: in quale altra attività così potenzialmente catastrofica rischieremmo a questi livelli?