Fulvio Pelli e il fastidio fuori luogo

di Manuele Bertoli
Consigliere di Stato PS e Presidente del Consiglio di Stato
 
«Questa pesante opposizione di una sorta di establishment scolastico mi lascia perplesso e mi infastidisce. Sembra quasi proibito proporre un metodo d’insegnamento diverso. E forse una parte dell’opposizione va ricondotta proprio alla difficoltà nell’insegnare la civica. Anche per questa ragione ritengo necessari degli specifici corsi per i docenti». Queste le parole di Fulvio Pelli riportate dal Corriere del Ticino a proposito del clima che si sta creando attorno alla votazione popolare del 24 settembre su civica e educazione alla cittadinanza.

Educazione civica: un chiaro NO alle proposte di modifica della Legge della scuola

di Daniela Pugno Ghirlanda
Deputata PS al Gran Consiglio

Introdurre nella griglia oraria della Scuola media due ore al mese di civica, come materia a sé stante, con nota a parte. Due ore che verrebbero tolte alla storia, per non modificare la griglia oraria. Nella Scuola media superiore, invece, l’insegnamento della civica entrerebbe in modo frammentario a far parte delle scienze umane. L’efficacia dell’insegnamento sarebbe poi controllata dal Consiglio di Stato ogni due anni, per un totale di quattro anni. Questa, ridotta all’osso, è la proposta di modifica dell’articolo 23 della Legge della scuola, in votazione il prossimo 24 settembre. È una modifica che gli insegnanti, gli esperti, le associazioni e tutti quelli che lavorano nel settore della formazione respingono perché produrrebbe più danni che vantaggi.

Sì a un’occasione per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti

di Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS

di Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS
pubblicato da ‘La Regione’

L’articolo 32a capoverso 1 della legge federale sulla protezione dell’ambiente stabilisce che “i cantoni provvedono affinché i costi di smaltimento dei rifiuti urbani, per quanto siffatto smaltimento sia stato loro attribuito, siano finanziati mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio di causalità”.

Per una Lugano meno inquinata e più sociale

di Raoul Ghisletta, deputato PS al Gran Consiglio

Lugano è molto interessata dai risultati delle votazioni del 21 maggio. La votazione cantonale sullo smaltimento ecologico dei rifiuti grazie al pagamento in base al principio «chi inquina, paga» concerne da vicino la Città, che ha sinora navigato nelle acque luride dello spreco e dell’illegalità. La votazione sulla svolta energetica della Svizzera da realizzarsi entro il 2050, dopo che finalmente il Governo federale ha deciso di abbandonare la pericolosa produzione di energia nucleare, concerne pure la Città di Lugano, che fa meno di quanto dovrebbe per il risparmio energetico e per la riconversione delle proprie fonti energetiche.