Per l’ambiente e il commercio locale: Sì agli alimenti equi

di Ivo Durisch, Capogruppo Ps al Gran Consiglio

Penuria di acqua, moria di pesci, temperature da record: questa estate caldissima ha mostrato ancora una volta che il cambiamento climatico ha effetti negativi anche qui in Svizzera. Più importante che mai è sostenere ora l’iniziativa per gli alimenti equi, sulla quale siamo chiamati a votare il 23 settembre. Cosa compriamo e mangiamo è una scelta politica.

Digitalizzazione, lavoro e formazione

di Bruno Storni, Deputato PS al Gran Consiglio

Il 2017 ha visto al centro dell’attenzione il dibattito sulla digitalizzazione su industria 4.0 e il futuro del lavoro, nuovi studi e ipotesi teoriche sull’occupazione, Nazioni che si danno un’agenda digitale ma anche fatti concreti come la recentissima notizia che anche le nostre FFS stanno già sperimentando treni a guida automatica: il macchinista rimane ma si aumenta del 30% la capacità della rete ferroviaria. Si cita sovente lo studio Frey Osborne Uni Oxford del 2013 che ha analizzato 700 professioni negli USA giungendo alla conclusione che il 47% è a rischio computerizzazione. Lo studio da più parti criticato come pessimistico e rivisto al ribasso (solo 12% in Germania) dimostra quanto difficile sia far previsioni sull’occupazione fra 10 o 20 anni.

Lavoro e salari valgono più di 10 minuti di discussione

di Carmelo Díaz del Moral, Segretario politico PS

È da più mesi, ormai, che il tema dell’introduzione del salario minimo legale occupa parte del dibattito politico in Ticino. Bisogna concretizzare l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!”, votata dai ticinesi più di due anni fa. Lo scorso mese d’agosto è giunta anche la tanto attesa sentenza del Tribunale federale, il quale ha respinto i ricorsi del padronato e delle associazioni economiche contro un’iniziativa analoga nel Canton Neuchâtel: l’introduzione del salario minimo è conforme alla Costituzione ed è una misura valida di politica sociale per lottare contro la povertà.

Questione salari minimi e sentenza Tribunale federale

di Henrik Bang, deputato PS al Gran Consiglio

Ho letto con un certo sconforto la replica, un po’ nervosetta, di Stefano Modenini in risposta al con- tributo di Igor Righini in merito alla decisione del Tribunale federale sulla questione dei salari minimi. Il presidente del Partito socialista aveva semplicemente esposto la sua posizione e quella di una parte della popolazione (tra cui annoveriamo anche qualche imprenditore e artigiano locale) che ha una visione di- versa del mondo, anche per il semplice fatto di avere problemi diversi, rispetto a quelli del Signor Modenini e in particolare quello, non secondario, di riuscire a pagare le bollette a fine mese e di riempire con del cibo, sempre di minor qualità, le pance dei propri famigliari.

«Con la flessibilità si rischia l’imbroglio»

intervista a Igor Righini, Presidente PS
di Gianni Righinetti, pubblicata dal “Corriere del Ticino”

Domani, sabato 29 aprile, il PS si riunirà per riflettere sul mondo del lavoro. Ne abbiamo discusso con il presidente Igor Righini alla luce del documento elaborato dal partito. Qual è il punto focale e quale lo scopo?

«Il punto focale riguarda la difesa dei salari e di condizioni di lavoro dignitose. Una parte sempre più importante dei ticinesi vive uno stato difficili e soffre. Vi è grande incertezza e troppe persone non possono progettare un futuro. Il ceto medio ticinese perde potere d’acquisto e diventa precario. In questo contesto si tratta di difendere la qualità di vita dei cittadini ticinesi. Questo è l’impegno e l’obiettivo del PS».

Se il mercato del lavoro non offre prospettive

di Raoul Ghisletta
deputato PS al Gran Consiglio e Segretario VPOD Ticino

La disoccupazione di lunga durata è uno scandalo per almeno quattro motivi: 1) nega il diritto al lavoro; 2) emargina le persone dal profilo sociale e culturale; 3) distrugge le potenzialità individuali; 4) costa alle famiglie e alla società.
Eppure in Svizzera non esiste una legislazione specifica per inquadrare le imprese sociali in grado di impiegare le persone escluse durevolmente dal mercato del lavoro e tanto meno esiste una politica chiara per sviluppare questo settore economico-­sociale.