Un pericoloso attacco ai nostri diritti

di Augusto Canonica, segretario Unità della Sinistra e simpatizzanti di Maggia

 

Il prossimo 25 novembre saremo chiamati alle urne per la votazione sull’iniziativa popolare “Diritto svizzero anziché giudici stranieri”.
Questa iniziativa rappresenta un diretto attacco ai Diritti Umani, ma rispecchia pure una tendenza pericolosa che è ormai in corso a livello internazionale.
Come in passato, per altre iniziative popolari dell’Unione democratica di centro (Udc) già a partire dal titolo dell’iniziativa si capisce il senso della comunicazione; “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri o iniziativa per l’autodeterminazione” riassume una linea politica che raccoglie consensi un po’ ovunque in Svizzera e non solo.
Un’inclinazione nell’innalzarsi contro tutto ciò che è avvertito come “straniero”, sia che si parli di rifugiati o migranti, o sui dibattiti sulla globalizzazione e sull’Unione europea. Nel caso in oggetto l’Udc afferma di voler salvaguardare l’autodeterminazione; un valore che nessuno intende contestare in una democrazia, anche se vien da chiedersi se sia questo il tema della discussione.
Chi propone questa iniziativa cavalca con abilità l’onda demagogica che oramai da anni segue una retorica, alla quale si sono ispirati parecchi partiti dell’estrema destra europea.
Ed è anche per questo motivo che si tratta di un pericoloso attacco politico ai Diritti Umani, al quale bisogna opporsi votando un chiaro NO il 25 novembre in difesa dei nostri diritti.
Va ricordato che grazie alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo i nostri diritti sono tutelati.
La Costituzione federale svizzera definisce i Diritti Umani, diritti fondamentali, e in occasione della revisione della Costituzione federale nel 1999, la Svizzera ha inserito tutti i Diritti Umani della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU) nel catalogo dei diritti fondamentali.
La CEDU rileva eventuali lacune nella nostra legislazione, consentendo di colmarle e correggerle in base a una sentenza.
Casi realmente accaduti riguardano per esempio la mancata giustizia per le vittime dell’amianto.
È noto fino dalla metà degli anni sessanta che la polvere di amianto può causare il cancro.
Nonostante ciò, parecchie ditte non hanno adottato tutte quelle misure di sicurezza per la tutela della salute dei propri collaboratori; alcune persone che si sono ammalate hanno poi intrapreso una causa contro il proprio datore di lavoro.
I tribunali svizzeri hanno poi respinto la richiesta di risarcimento danni, in quanto per legge tale pretesa era caduta in prescrizione.
Le famiglie dei superstiti si sono poi rivolte alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, la quale ha riscontrato una violazione del diritto a un processo equo, giudicando troppo breve il termine di prescrizione previsto dalla legge, in quanto i danni da amianto si manifestano solo a distanza di molto tempo dall’esposizione al pericoloso materiale.
A seguito di ciò la Svizzera ha dovuto adeguare la legge sulla prescrizione e risarcire anche altre vittime dell’amianto.
Ci si dimentica che i Diritti Umani sono stati instaurati all’indomani della Seconda Guerra mondiale per impedire il ripetersi degli orrori perpetrati in quegli anni. E dopo tutto questo tempo, le lezioni di Storia sembrano cadere nel dimenticatoio e il fragile consenso attorno ai Diritti Umani è sempre più spesso messo in discussione.
È difficile immaginare come reagiremmo se fossimo noi le vittime di una violazione dei nostri diritti fondamentali. Il vero obiettivo dell’iniziativa Udc è la rimessa in questione dell’adesione della Svizzera alla Convenzione Europea dei Diritti Umani.
I Diritti Umani sono la nostra forza e dobbiamo difenderli, votando un chiaro NO il prossimo 25 novembre all’iniziativa sui giudici stranieri!