Per l’ambiente e il commercio locale: Sì agli alimenti equi

di Ivo Durisch, Capogruppo Ps al Gran Consiglio

 

Penuria di acqua, moria di pesci, temperature da record: questa estate caldissima ha mostrato ancora una volta che il cambiamento climatico ha effetti negativi anche qui in Svizzera. Più importante che mai è sostenere ora l’iniziativa per gli alimenti equi, sulla quale siamo chiamati a votare il 23 settembre. Cosa compriamo e mangiamo è una scelta politica. Circa la metà dei prodotti alimentari consumati in Svizzera viene importata, nel caso di alimenti di origine vegetale siamo addirittura al 60%. La maggior parte di queste importazioni avviene da monoculture – nel caso di verdure, frutta e soia – e allevamenti intensivi – per quanto riguarda la carne, i latticini e le uova. Si tratta di metodi di produzione ed allevamento particolarmente dannosi per l’ambiente, responsabili di distruggere centinaia di ettari di preziose foreste pluviali e di aumentare le emissioni di gas serra. A ciò si aggiungono i costi ambientali del trasporto.

L’iniziativa chiede che la Confederazione promuova l’offerta di prodotti locali, biologici e stagionali, nonché di puntare sulla biodiversità anziché sulle monocolture. Questi criteri varrebbero in caso di approvazione dell’iniziativa anche per i prodotti d’importazione, ampliando quindi la “strategia di qualità nell’agricoltura svizzera”, introdotta dal Parlamento qualche anno fa, anche per la produzione alimentare che avviene all’estero. L’agricoltura e gli allevamenti svizzeri si orientano già oggi a valori quali il rispetto dell’ambiente e degli animali, la biodiversità, la stagionalità e la dignità delle condizioni di lavoro: è giunto il momento di applicare questi criteri anche per le importazioni. Un’ulteriore proposta dell’iniziativa sono provvedimenti per evitare gli sprechi alimentari: circa un terzo degli alimenti in Svizzera finisce infatti nella spazzatura, di cui la metà viene gettato ancora prima che possa raggiungere i nostri frigoriferi.

Se da una parte l’iniziativa per gli alimenti equi limita l’impatto ambientale dei nostri consumi, d’altra parte ha benefici anche per le persone coinvolte nel processo produttivo. I beni alimentari che dovranno continuare a venir importati perché la produzione locale non è possibile, dovranno rispettare il commercio equo, con un riguardo particolare alle condizioni di lavoro. Per quanto riguarda invece i beni prodotti in Svizzera, l’agricoltura di prossimità non porta benefici unicamente alla natura e all’ambiente, ma anche ai contadini elvetici, promuovendo l’economia locale.

Il 23 settembre votiamo quindi sì all’iniziativa per gli alimenti equi: per il clima, per gli animali, per i contadini e soprattutto per noi consumatori.