Sperimentazione necessaria per i nostri figli

di Ivo Durisch, Capogruppo PS al Gran Consiglio

Il prossimo 23 settembre si vota sulla concessione del credito per sperimentare il progetto di riforma della scuola dell’obbligo, un progetto approvato a larga maggioranza dal Gran Consiglio. È una decisione importante quella che ci apprestiamo a prendere perché influirà in modo significativo sulla formazione dei nostri giovani in un momento decisivo della crescita quale è quello della scuola dell’obbligo.

Da cittadino sono fermamente convinto che questa sperimentazione sia necessaria. Una convinzione che non è frutto del caso, ma che è maturata in seguito a prese di posizione molto equilibrate e autorevoli di genitori e insegnanti che negli ultimi mesi hanno ribadito la necessità per la scuola ticinese di rinnovarsi.
Mai come in questi ultimi anni si sono visti cambiamenti epocali a livello di società, cambiamenti che impongono una presa di coscienza e delle misure concrete anche nella scuola. Il ritorno della povertà e delle disuguaglianze, combinato con un mondo del lavoro che esclude sempre più persone, ci impone di agire velocemente. Anche le nuove modalità di comunicazione fra i giovani, con tutto ciò che questo comporta, ci indicano che non si può più aspettare.
Per questo è fondamentale investire risorse, in modo mirato, a beneficio della scuola di tutti. Era tempo che si facessero proposte concrete per riformare anche la scuola dell’obbligo.

Questo progetto, nella sostanza, offre agli allievi nuove e indispensabili opportunità di formazione. L’aumento delle ore in classi con pochi allievi e la possibilità di usufruire della presenza di due insegnanti contemporaneamente durante qualche ora settimanale sono ormai delle necessità se si vuole garantire la qualità dell’insegnamento. Queste modifiche permetteranno agli insegnanti di seguire molto più da vicino i propri allievi, dando a tutti, indipendentemente dalla loro provenienza e dalla loro estrazione sociale, la possibilità di sviluppare le proprie specifiche capacità.Questo permetterà ad ogni giovane di entrare nel mondo degli adulti, e del lavoro, con gli strumenti necessari per costruirsi autonomamente la propria vita. Ed è solo in questo modo che ogni persona potrà poi contribuire alla ricchezza del nostro Paese.
Quello che oggi dobbiamo evitare è il fenomeno di ritorno dell’esclusione. Esclusione da una formazione adeguata significa anche esclusione sociale e quindi costi per la comunità, mentre se al contrario ogni persona riesce a sviluppare al meglio le proprie specifiche capacità ecco che questo sarà arricchente non solo per se stesso ma per l’intera società.

La forza, e il dovere, di ogni società civile è quello di far emergere il meglio da ogni essere umano. Per questo è importante avere nella scuola gli strumenti adatti per far crescere e formare ogni ragazza e ogni ragazzo nelle migliori condizioni. E lo stretto contatto con l’insegnante va proprio in questa direzione.
Il termine inclusione significa anche fare in modo che dalla scuola, in quanto bene pubblico, la società intera possa poi trarre profitto, perché non escludendo nessuno tutti potranno partecipare alla costruzione del benessere della società. È in questo senso che ogni franco speso nella formazione dei nostri giovani sarà ampiamente restituito alla collettività.

Il mio invito è quello di votare un sì deciso il prossimo 23 settembre perché questa sperimentazione va assolutamente fatta. I suoi risultati ci serviranno per costruire al meglio la scuola pubblica di domani.