Più in bici grazie a più ciclopiste

di Bruno Storni
Deputato PS al Gran Consiglio e Presidente ATA Svizzera italiana

 

La mobilità dolce fa bene alla salute di chi la pratica e ha ricadute positive sull’intera società con meno assenze sul posto di lavoro per malattie e minori costi per sanità e assicurazioni sociali. È quanto si può leggere nel rapporto sui costi esterni del traffico dell’ARE che quantifica in 1.3 miliardi/anno i benefici esterni della dolce.
Ma per la Confederazione la bicicletta di fatto non esiste per questo una nutrita schiera di associazioni e partiti hanno lanciato l’Iniziativa Bici per ancorare le vie ciclabili nell’art 88 della costituzione al pari dei sentieri e dei percorsi pedonali. Il Consiglio federale ha proposto un controprogetto sul quale voteremo visto che essendo molto vicino al testo dell’iniziativa essa è stata ritirata.

Iniziative popolari in tema ciclopiste ne abbiamo già viste, la prima nel 1986 dell’ATA, chiedeva l’introduzione delle ciclopiste nella legge Cantonale sulle strade e fu accolta all’unanimità dal GC ma dopo 30 anni Il Cantone non è ancora riuscito a realizzare una rete di vie ciclabili degna di tale nome, ma solo qualche lodevole tratto qua e la.
Nei centri si è fatto poco o nulla, a Locarno un tratto dal Debarcadero al Lido, il resto qualche corsia pitturata qua e la sul campo stradale ma senza alcuna continuità.
Tra Tenero e Gordola per un tratto di 700 metri che segue la ferrovia abbiamo dovuto attendere quasi 30 anni da quando nel 1989 abbiamo presentato la proposta con mozioni gemelle nei consigli comunali di Tenero-Contra e Gordola. Per ottenere maggiore sicurezza sulla Cantonale del Ceneri abbiamo dovuto fare noi una proposta dopo diversi anni di nulla di fatto.

È chiaro che non si può realizzare tutto in colpo solo ma finora il processo è stato finora portato avanti in modo poco convinto soprattutto a livello comunale.
Per questo era stata presentata una seconda iniziativa questa volta comunale a Lugano dove dopo il mega investimento nella Vedeggio Cassarate nel nuovo piano viario non si è fatto praticamente nulla per la mobilità dolce. Iniziativa pure accolta dal legislativo ma rimasta sulla carta.
Intanto, per chi vuole usare la bici oggi grazie alle elettriche è ancora più facile spostarsi pedalando, mancano solo i percorsi continui e sicuri.
Se da una parte siamo chiaramente più in salute pedalando giornalmente dall’altra rischiamo di i farci travolgere da chi per questioni di sicurezza personale si compra il SUV e magari sempre per questioni di sicurezza porta i figli a scuola in SUV. Importante che si arrivi anche in Ticino alla realizzazione di vere ciclopiste separate e riservate alle biciclette e percorsi riservati ai pedoni come si fa in altri Cantoni.

Il decreto Bici in votazione non risolverà subito tutti i problemi, la realizzazione delle reti di percorsi ciclabili sicuri e diretti rimarrà di competenza cantonale e comunale, ma completerà il quadro legale e garantirà una certa coordinazione e vigilanza dall’alto permettendo alla Confederazione di intervenire qualora i soliti tiratardi non si diano una mossa.
Intanto, inforchiamo la bici quando possiamo e non solo dopo il lavoro in tuta d’astronauta su una bici in fibra di carbonio per la sparata antipancetta, ma usiamo la bici tutti i giorni per andare al lavoro, in città, a far la spesa, nel tempo libero, é tutta salute e qualità dell’aria.
Votiamo il decreto bici non per obbligare tutti a pedalare ma per permettere a chi vorrebbe di farlo in sicurezza.