Ivo Durisch: ‘Chiediamo una politica fiscale più equa’

intervista a Ivo Durisch, Capogruppo PS al Gran Consiglio
pubblicata da ‘La Regione’

 

Una riforma tributaria che rivede le deduzioni per gli oneri assicurativi. Perché proprio ora Ivo Durisch?
Giunge a un anno dalla manovra finanziaria, come del resto avevamo annunciato e non è la prima iniziativa di carattere fiscale: ne abbiamo già inoltrata una sull’impatto generato da eventuali sgravi. In queste settimana, poi, si direbbe che il Consiglio di Stato stia ragionando su nuove modifiche tributarie e dunque ci auguriamo che vengano considerate anche le nostre proposte, compresa quella sugli assegni agli studi presentata dalla collega Pelin Kandemir Bordoli.

Agire, come voi chiedete, sulla revisione delle deduzioni non significa penalizzare anche il ceto medio?
Il nostro obiettivo, in verità, è quello di non coinvolgere il ceto medio ma piuttosto rafforzare quello basso, penalizzando il ceto molto alto. Chi sta in mezzo, fra l’altro, è quasi escluso anche dai sussidi. Lo scopo di questa iniziativa è quello di rivedere le aliquote dei redditi molto alti.

A proposito di ceto medio. Stando ai numeri aggiornati, che voi presentate, si nota una riduzione dei beneficiati dai sussidi per i premi delle casse malati…
Certo, c’è stata una forte riduzione dovuta alla modifica di legge varata nel 2013. Proprio per questo non si può penalizzare ulteriormente il ceto medio.

Qual è il messaggio che il Ps vuole lanciare al Consiglio di Stato?
Beh, vogliamo ricordare che se si privilegiano le fasce di reddito molto alte, come pare voglia fare il governo, si dovrebbero almeno rivedere le deduzioni oggi previste anche per questi contribuenti. A nostro avviso la politica fiscale deve essere equa e dunque equilibrata nel togliere e nel mettere.

Rivedendo la politica ad annaffiatoio delle deduzioni familiari?
Certo. Oggi le deduzioni considerano tutti i contribuenti alla stessa stregua, valgono anche per i ricchi che ci guadagnano maggiormente grazie al reddito più elevato e questo non è equo.