Tagli al sociale: il lupo perde il pelo…

di Ivo Durisch, Capogruppo PS in Gran Consiglio
pubblicato da ‘La Regione’

Che la realtà socioeconomica delle famiglie fosse allarmante lo si poteva già avvertire grazie agli studi pubblicati dall’Ufficio federale di statistica riguardanti il fenomeno della sottooccupazione forzata, il livello dei salari mediani e la pericolosa diffusione della povertà, con particolare attenzione a quella infantile. I recenti dati sull’assistenza per l’anno 2016 – ben 8’000 persone beneficiarie di cui 2’000 sono figli fanno però emergere in maniera chiara la preoccupante radiografia della società ticinese. Se da una parte le aziende – per dirla con un eufemismo – non hanno saputo evitare il deterioramento del mercato del lavoro nonostante la costante crescita economica, dall’altra la classe politica ha percorso con cieca logica contabile la strada del risparmio, dimenticando che, di fronte alle necessità crescenti delle fasce di popolazione meno fortunate, bisogna saper agire anche con il cuore.

E allora, mentre le famiglie stanno facendo sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, si pratica con noncuranza la tattica del salame infierendo più volte sulla politica famigliare e sui sussidi cassa malati nonostante il crescente fenomeno della precarizzazione e i continui aumenti dei premi. Parte di responsabilità va sicuramente assunta dal mondo imprenditoriale, che tende sempre più a collettivizzare i propri costi pagando stipendi insufficienti. Questo si evince bene nel rapporto “Sostegno sociale in Ticino 2016” dove si legge “… l’aumento più marcato – delle persone in assistenza – si rileva tra i titolari occupati…”.

Ma il forte incremento delle persone in assistenza, è anche il risultato dello smantellamento della politica famigliare! Molto preoccupante è infatti l’aumento delle coppie con figli beneficiarie di assistenza, passate da 306 a 438 con un aumento del 43,1%. Qui la responsabilità è della politica che ha ristretto sensibilmente le possibilità di accesso alla politica famigliare. Se i tagli votati con il preventivo 2016 hanno limitato il diritto agli assegni famigliari di complemento, quelli votati con la manovra finanziaria dell’autunno 2016 ne hanno anche ridotto i contributi. In questi giorni, a pochi mesi di distanza dagli ultimi e dolorosi tagli, in Parlamento ci si appresta a discutere una nuova riduzione di 8 milioni ai sussidi cassa malati dopo averne già tagliati 35 negli scorsi 2 anni.

Questa misura comporterà inoltre ulteriori tagli indiretti alla politica famigliare. Questo non è più accettabile e dimostra che non avevamo gridato invano al lupo in occasione dei referendum cantonali del 12 febbraio. Sembrano invece parole vuote, dette con leggerezza, quelle pronunciate dai gruppi parlamentari del cosiddetto “triciclo” che dopo il voto esclamavano “basta tagli al sociale”, mentre ora si apprestano ad avallare i nuovi tagli perpetuando una politica miope fatta sulle spalle delle famiglie e delle persone più fragili.