Senza trasparenza non c’è democrazia

di Carmelo Díaz del Moral, Segretario politico PS

 

Dicono gli esperti che oggi, l’80% del successo di un partito politico ha la sua base in una comunicazione efficace. Il resto se lo gioca col programma e col suo operato politico nelle istituzioni. È triste ma questa è oggi la realtà. Ed è anche vero che ci sono e ci saranno sempre i fedeli a un partito: in una realtà piccola come la nostra il legame è ancora forte, ma sono sempre meno le persone che votano “per partito preso”, soprattutto nelle campagne di voto su temi singoli.

Se l’importanza della comunicazione in politica è così grande, come fare per vincere una campagna di voto oppure un’elezione cantonale? Video, fotografie, manifesti ovunque, inserzioni sui giornali e sui portali online. Vagonate di soldi spesi in pubblicità e marketing. Basti ricordare la scorsa campagna dei favorevoli alla Riforma III (UDC/Lega, PLR, PPD), dove sono stati spesi milioni di franchi per fare credere al cittadino che degli sgravi fiscali alle multinazionali avrebbero beneficiato tutti.

Ma da dove vengono questi soldi? Chi finanzia le campagne di voto? Come si finanziano i partiti politici? Chi impedisce a una multinazionale di donare a un partito 1’000’000 fr.? Non dimentichiamo che in Svizzera le lobby siedono in Parlamento.

L’iniziativa “Per più trasparenza nel finanziamento della politica”, lanciata dal Partito Socialista e da altre organizzazioni intende porre le carte in tavola e rendere pubblici i finanziamenti ai partiti e ai comitati. Concretamente l’iniziativa prevede che i partiti politici che ricevono donazioni oltre i 10.000 franchi debbano presentare annualmente i propri conti alla Cancelleria dello Stato per poi renderli pubblici informando i cittadini. Per i candidati alle elezioni e per i comitati tematici, si dovranno pubblicare i preventivi delle campagne che superino i 100.000 franchi, indicando anche in questo caso chi ha fatto una donazione superiore ai 10.000 Fr.

I cittadini hanno il diritto di conoscere chi c’è dietro una campagna elettorale, perché senza trasparenza non c’è democrazia.