La banda ultra larga è competenza di Berna

di Bruno Storni, deputato PS in Gran Consiglio

Lo scorso 15 marzo il Consiglio degli Stati ha approvato l’iniziativa cantonale che chiede, come previsto nelle sue competenze istituzionali nel settore telecomunicazioni, sia la Confederazione a occuparsi e finanziare un’adeguata copertura del servizio a banda ultra larga laddove il mercato non lo permetterebbe, e che si utilizzino tutte le tecnologie disponibili, quindi non solo posando fibre ottiche fino a domicilio FTTH.

Da quando (giugno 2015) ho inoltrato l’iniziativa al Gran Consiglio, la velocità media della rete svizzera è cresciuta di più del 30%: siamo ora a 21 Mbps, media globale 7 Mbps.
A conferma che la Svizzera ha già una delle migliori reti capillari di banda ultra larga del mondo, anche nelle zone rurali dove anche in Ticino abbiamo copertura per TV HD superiore al 90% fino in cima a tutte le Valli.
L’iniziativa l’ho presentata perché sul tavolo del Gran Consiglio avevamo un messaggio del Consiglio di Stato con un progetto da 900 milioni per collegare FTTH il 90% degli edifici del cantone. Messaggio nato da un iniziativa PLR del 2015 che chiedeva FTTH per tutti i 230.000 edifici del cantone entro 5 anni.

Richiesta fuori scala e tempo
Una richiesta irrealistica, da piano Marshall per Paesi da ricostruire e limitante perché fissata su una sola tecnologia, la FTTH, oltretutto la più costosa e lenta da realizzare.

FTTH che fino a una decina di anni fa era effettivamente considerata l’unica tecnologia per la trasmissione dati ad alta velocità, e che alcune aziende elettriche avevano iniziato a posare mirando al nuovo mercato telecom liberalizzato, tra l’altro attingendo mezzi finanziari dal settore elettrico in regime di monopolio.

Ma il mercato non si è sviluppato come auspicato dai nuovi attori. Lo sviluppo tecnologico corre più in fretta, negli ultimi dieci anni l’innovazione microelettronica è continuata miniaturizzando ancora per 10. In uno smartphone abbiamo microcalcolatori con miliardi di transistor e componenti radio che trasmettono e ricevono a oltre 500 Mbps, microtecnologie che hanno accelerato anche la comunicazione sulle linee telefoniche in rame ormai a gigabit per secondo.

Qual è il reale fabbisogno?
D’altra parte è difficile, se non impossibile, quantificare lo sviluppo del fabbisogno di banda. Sebbene siamo ormai tutti connessi, sia sul fisso sia sul mobile, l’offerta di banda sembra ancora superiore alla domanda tanto che abbondano gli abbonamenti flat rate a volumi illimitati. Offerta sviluppata grazie a regolari importanti investimenti nell’infrastruttura, con 400 franchi per abitante anno siamo i primi al mondo. L’utilizzo di banda risulta al 99% per intrattenimento video, musica: a guadagnare con le nostre autostrade informatiche senza pedaggio sono le grandi aziende USA, Netfllix, Youtube, Apple, Google. Aziende sempre in cerca di nuove soluzioni per trasmettere di più sulle reti, che in gran parte del mondo sono ben lontane dai livelli che abbiamo in Svizzera. Proprio nelle scorse settimane Goggle ha presentato un nuovo algoritmo di compressione che riduce del 30% le dimensioni di immagini, mentre Netflix adatta tutte le serie TV al formato tablet o smartphone perché la maggior crescita è sul mobile, dove lo scorso anno i volumi trasmessi hanno superato quelli sui collegamenti fissi.

Sempre più gente è in rete unicamente con lo smartphone, senza più avere, e pagare, un collegamento fisso. L’investimento in una costosissima capillare rete FTTH è rischioso, e dietro l’angolo c’è il 5G che sarà una nuova rivoluzione.

Non solo tecnologia FTTH
Google nel 2010, per far fronte alla scarsa qualità della rete fissa USA, ha fondato Google Fibre con lo scopo di realizzare reti FTTH nelle città, tra l’altro con linee aeree sui pali del telefono. Ma lo scorso anno ha annunciato di abbandonare la fibra ottica, scegliendo tecnologie wireless meno costose, e cancella la rete FTTH proprio a Mountain View culla dell’industria elettronica e informatica di punta da Intel a Google.

Non possiamo solo immaginare sempre nuove futuristiche applicazioni voraci di banda per giustificare megainvestimenti, ma ignorare gli sviluppi delle tecnologie di comunicazione che hanno sempre dimostrato altrettanta dinamicità come di nuovo recentemente Huawey con l’innovazione da 25 Gbps su cavo coassiale tv.

Ne sanno qualche cosa le aziende elettriche che negli ultimi anni hanno investito centinaia di milioni in FTTH soprattutto nelle città, perdendoci, anche se non si sbottonano. Solo a Ginevra hanno ammesso perdite facendo ammortamenti straordinari per 70 milioni.

È quindi pacifico che il Cantone, oltretutto in un periodo di vacche magre, non debba avventurarsi in un costoso settore che non gli compete e che tra l’altro funziona già bene. Logico quindi chiamare in causa la Confederazione che ha le competente istituzionali e tecniche, adottando le tecnologie più consone: è quanto richiesto nell’iniziativa cantonale che ora è al Nazionale.

*pubblicato dal Corriere del Ticino