Finanziamenti alla politica più trasparenti

di Fabrizio Sirica, Vicepresidente PS Ticino
pubblicato dal Corriere del Ticino

Chi si nasconde dietro ai cartelloni pubblicitari delle votazioni? Chi sostiene economicamente i candidati? Ma soprattutto, chi sono e quali interessi hanno queste persone, imprese, banche, assicurazioni, lobby? Domande legittime, se non addirittura fondamentali, ma che in Svizzera non trovano risposta. La nostra nazione è infatti una delle poche a non avere delle regole riguardo al finanziamento della politica. Una situazione che ha portato il Consiglio federale ad essere ammonito e più volte richiamato dal GRECO (Gruppo di Stati contro la corruzione) e da organizzazioni no profit internazionali.

È una situazione insostenibile. Molti osservatori internazionali hanno definito le ultime elezioni nazionali del 2015 «all’americana», da record: non si era mai speso così tanto. I dati raccolti da Media Focus riguardo alle spese pubblicitarie effettuate per partito politico nella votazione sopracitata sono impressionanti: l’UDC «primeggia» con una spesa di 10,5 milioni di franchi, segue a ruota il PLR con più di 9. A titolo di paragone, il PS ne ha spesi 2,4. Ma questi dati sono parziali, alla problematica va sommata quella delle campagne dei singoli candidati, anche lì, vagonate di soldi di cui non si può conoscere la provenienza. Il problema della trasparenza è ancora più evidente nella democrazia diretta. Ad opporsi agli interessi della popolazione spesso ci sono gruppi privati, associazioni economiche o lobby che spendendo milioni di franchi ci sommergono di pubblicità: online e sui cartelloni, con inserzioni, adesivi sulle prime pagine dei giornali, volantini inviati a tutti i fuochi. Spesso immaginiamo chi c’è dietro, ma non lo possiamo sapere con certezza. Sappiamo solo che con le regole del gioco attuali il confronto è fortemente squilibrato: sarebbe come permettere di giocare una partita di calcio 11 contro 3.

Dinnanzi a questa grave mancanza di informazione per i cittadini non si può rimanere passivi. Per questo il PSS, insieme ad altri partiti e associazioni, ha lanciato l’iniziativa popolare «Per più trasparenza nel finanziamento della politica». In massima sintesi essa prevede che i partiti che ricevono donazioni superiori a 10.000 franchi debbano presentare annualmente i propri conti alla Cancelleria dello Stato. I conti dovranno poi essere pubblicati. Mentre per i candidati alle elezioni e per i comitati tematici, l’iniziativa prevede che debbano essere pubblicati in tempi utili i preventivi delle campagne che superano i 100.000 franchi, specificando anche in questo caso i donatori sopra i 10.000.
È per rispetto dei cittadini, per rispetto alle istituzioni e della cosa pubblica, che anche come PS Ticino sosteniamo questa iniziativa e per tutti i sabati di marzo ci troverete nei principali centri del cantone a raccogliere firme (formulario che potete anche trovare online sul sito del PS). Sul tema i partiti borghesi diranno che è una questione di federalismo, solleveranno la privacy e la buona fede, la tradizione svizzera e… altre foglie di fico. La verità è che chi non ha nulla da nascondere non ha paura della trasparenza.
A causa delle campagne di votazione pesantemente influenzate dai mezzi messi a disposizione dalle lobby e del ricatto sui partiti che deriva dai finanziamenti versati nelle loro casse, non è a rischio soltanto la credibilità della politica, è a rischio la nostra democrazia.