Polveri senza frontiere

di Evaristo Roncelli,
Presidente del Comitato cantonale PS

La pioggia ha ridotto il problema delle polveri fini per ora, ma non ha cancellato le molte domande che sono sorte in tutti noi nelle scorse settimane. Le polveri fini non hanno confini: anche a Como le concentrazioni di PM10 erano altissime.
Nonostante il problema colpisse sia il Ticino che la Provincia di Como non si è percepito un coordinamento nelle misure d’intervento. Un’intesa su come agire, avrebbe potuto aiutare a risolvere più velocemente il problema e a limitare i disagi alla popolazione. Problema comune, soluzioni comuni, direbbe la logica. Invece…
Nel Comasco solo un Comune su 154 ha firmato il “protocollo aria” proposto della Regione Lombardia. Una situazione inaccettabile anche per noi. Il Ticino ha tutto l’interesse che siano prese misure condivise contro le polveri sottili non solo al di qua del confine.

La Regio Insubrica è un organo di cui si sono tessute le lodi per anni; a suon di eventi si sanciva l’importanza della collaborazione per risolvere i problemi comuni e progettare soluzioni condivise. Possibile che non sia stato possibile creare un gruppo di lavoro sul tema dell’inquinamento?
Trovare soluzioni a problemi comuni è fondamentale per ripristinare una buona qualità di vita, limitando il più possibile i disagi alla popolazione. Pensare di risolvere il problema dell’inquinamento con misure locali e straordinarie è assurdo.