Discorso di Fidel Castro per il 1° maggio del 2000

di Corrado Barenco

 

«La rivoluzione coglie il senso del momento storico: è cambiar tutto ciò che deve essere cambiato, è uguaglianza e libertà piena, è essere trattato e trattare tutti come esseri umani, è emanciparsi da soli con i propri sforzi, è sfidare le poderose forze dominanti all’interno e al di fuori dell’ambito sociale e nazionale, è difendere valori nei quali si crede a ogni prezzo, è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà e eroismo, è lottare con audacia, intelligenza e realismo, è non mentire mai né violare principi etici, è la convinzione profonda che non esiste una forza nel mondo capace di sopraffare la forza della verità e delle idee».

Questa frase riassume molto bene il pensiero politico di Fidel e soprattutto la coerenza della sua azione politica. Al di là del fatto che ormai tutti riconoscono la bontà del sistema di salute e di educazione cubani molti devono andare a pescare nel passato per giustificare le critiche come ad esempio la repressione degli omosessuali (errore ammesso dallo stesso Fidel Castro nell’intervista rilasciata a Ignacio Ramonet), oppure l’obbligo al lavoro volontario ad esempio sui campi di canna da zucchero per ottenere i risultati di produzione preventivati (dimenticando che il lavoro volontario a favore di tutta la società cubana è uno dei pilastri della nuova società).

“E’ stata così creata una nuova società nella quale prevalgono i valori comuni al contrario della nostra in cui i diritti individuali la fanno sempre da padrone”

Ma vi sono anche altri aspetti che non vengono presi in considerazione come la completa parità di diritti fra uomo e donna (realizzata da Vilma Espin con il convinto sostegno di Fidel), la distribuzione delle terre ai contadini che, con la nuova organizzazione economica, ha ora permesso la creazione di numerose cooperative che hanno migliorato la produzione, la lotta contro l’utilizzazione di cereali come carburanti in un mondo in cui muoiono migliaia di persone per la fame, l’invio di brigate mediche in molti paesi non solo dell’America latina che forniscono le loro prestazioni nelle zone più discoste dove i medici locali non vogliono andare, la promozione della cultura che ha permesso a Cuba di essere all’avanguardia nella musica, nel balletto, nel cinema fino a quando le finanze lo permettevano.

E’ stata così creata una nuova società nella quale prevalgono i valori comuni al contrario della nostra in cui i diritti individuali la fanno sempre da padrone. Questo, secondo me, è abbastanza entusiasmante soprattutto in un momento nel quale la società occidentale sta attraversando una crisi, anche di valori, forse mai vista in precedenza.