Economia sostenibile: ritorniamo i primi della classe!

di Evaristo Roncelli, presidente del Comitato cantonale

Approvare l’iniziativa per un’economia sostenibile significa ritornare i primi della classe in ambito di standard ambientali, questo porterà a maggiore innovazione e di conseguenza nuovi posti di lavoro.

“Più di tre pianeti come la Terra sarebbero necessari se tutti vivessero come la popolazione svizzera”. E’ quanto afferma l’Ufficio federale di statistica di Neuchâtel. Ovvero, sul piano ambientale, viviamo a spese delle generazioni future e di altre regioni del mondo.

Il 25 settembre voteremo sull’iniziativa “economia verde” che chiede alla classe politica di portare l’impronta ecologica della Svizzera ad un livello sostenibile entro il 2050. La questione oltre che etica, è economica, poiché riguarda l’utilizzo delle risorse e gli incentivi imprenditoriali.

Ridurre i consumi non comporta una riduzione della qualità di vita. Ad esempio, in una casa a basso consumo energetico, si vive bene e si consuma meno. Questo è dovuto ad una migliore isolazione termica, all’utilizzo di materiale ecologici e locali, alla scelta di nuove fonti d’energia rinnovabile, in sostanza ad una migliore progettazione. Lo stesso discorso vale per tutta una serie di oggetti di consumo o legati al nostro quotidiano: dalle auto, alle lampadine; dagli elettrodomestici, agli impianti elettrici, …

Questo significa che per raggiungere gli obbiettivi dell’iniziativa, nei 34 anni che ci separano dal 2050, dovremo semplicemente progettare, produrre e scegliere prodotti con un minor impatto ecologico.

La Svizzera, grazie alle sue alte scuole di ingegneria e tecnica possiede le conoscenze per progettare dei prodotti e dei processi produttivi innovativi che utilizzino meglio le risorse. L’iniziativa per un’economia sostenibile spinge appunto verso una maggiore innovazione economica. Alcuni cantoni, ad esempio, hanno vietato i bicchieri di plastica usa e getta utilizzati nelle manifestazioni. Questo ha portato alcune aziende a cercare nuove soluzioni come i bicchieri riutilizzabili o quelli biodegradabili. Oggi le ditte cha hanno applicato nuove strategie sono diventate leader nei loro rispettivi settori.

Applicato a tutta l’economia, questo principio spinge verso la creazione di nuovi posti di lavoro e si rivela un impulso importante per rendere l’economia più competitiva.

Di fatto, le statistiche economiche indicano già che il settore della “green economy” si sta espandendo e che è uno di quelli che ha creato più posti di lavoro malgrado la crisi iniziata nel 2008.

La regolamentazione permette quindi di dare una direzione chiara all’economia, creando nuove opportunità di sviluppo e di guadagno. La Svizzera ad esempio è stata per anni campione nel riciclaggio dell’alluminio, del vetro e del PET. Questo ha permesso di sviluppare conoscenze, nuovi processi produttivi e dunque anche posti di lavoro. Oggi, purtroppo, siamo stati raggiunti e superati da altre nazioni. E’ qui che l’iniziativa entra in gioco: permetterà infatti alla Svizzera di ritornare ad essere d’esempio nell’ambito degli standard ambientali.

Approvare l’iniziativa “Per un’economia verde” darà quindi l’opportunità agli imprenditori svizzeri di adattarsi prima degli altri ai cambiamenti mondiali e offrirà loro la possibilità di anticipare il mercato gettando le premesse perché diventino leader in questo ambito.

Diciamo dunque Sì a questa iniziativa perché porterà la Svizzera ad essere sostenibile sul piano ambientale, rimanendo attrattiva e competitiva dal profilo economico.