Assicuriamo il nostro futuro

di Adriano Venuti, membro di Direzione

Tutti, credo, sappiamo che il sistema previdenziale in Svizzera è basato su tre pilastri: AVS, Previdenza professionale (Cassa pensioni) e Previdenza privata.

La prima, l’AVS, è obbligatoria per tutti i lavoratori a partire dal raggiungimento della maggiore età. Anche chi non svolge un’attività lavorativa deve pagare un contributo minimo a partire dai 20 anni. Il suo finanziamento è equamente ripartito tra lavoratore e datore di lavoro. È un’assicurazione solida, non speculativa e le sue rendite sono garantite.

La Cassa pensioni è obbligatoria solo per coloro che guadagnano almeno 21.50 franchi all’anno (2015), il salario assicurato è sempre inferiore a quello reale, è un’assicurazione speculativa che risente dell’andamento dei mercati finanziari e i sui redditi vengono costantemente diminuiti.

La previdenza privata è un lusso che non tutti si possono permettere. Se hai i soldi per pagartela, bene. Altrimenti nulla.

Quindi, come possiamo garantirci una rendita di vecchiaia? Escludiamo il terzo pilastro di cui può beneficiare solo un’esigua parte della popolazione. Diamo uno sguardo al secondo. Chi guadagna almeno 21.150 franchi all’anno? Non tutti, in particolare non tutte. Sono le donne, infatti, a essere maggiormente confrontate con il lavoro a tempo parziale e non sempre raggiungono questa cifra: a loro non resta che l’AVS. Ma non dimentichiamoci che negli ultimi anni il lavoro a tempo parziale si è diffuso tra tutta la popolazione. Anche le vittime del precariato sono escluse dalla previdenza professionale la quale esclude le persone assunte con contratti a tempi determinati che non superano i 3 mesi. Anche a loro non resta che l’AVS.

È evidente che l’Assicurazione Vecchiaia e Superstiti rappresenta l’unica vera garanzia per tutti coloro che hanno passato un’intera vita lavorando sodo.

Il costo della vita, in particolare a causa dei costanti rincari delle assicurazioni malattie, aumenta ogni anno ed è ora che le pensioni, praticamente ferme dal 1975, vengano adeguate affinché possano realmente garantire il fabbisogno vitale.

Inutile voler aspettare la riforma della previdenza 2020. Il progetto presentato da Berset non è brillante, proponendo anche un aumento dell’età pensionabile per le donne, ma inoltre la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale si è già detta contraria al previsto aumento delle rendite AVS di 70 franchi e ipotizza di alzare a 67 anni l’età di pensionamento.

Per garantirci una pensione che, dopo una vita dedicata al lavoro, ci permetta di vivere con dignità, il prossimo 25 settembre sarà necessario votare sì all’iniziativa popolare AVSplus.