Per il deciso sostegno a un’economia efficiente e verde

di Fabio Canevascini, municipale di Balerna

Il 25 settembre il popolo si esprimerà sull’iniziativa popolare ‘Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse’. L’iniziativa chiede che la Confederazione, i Cantoni e i Comuni adottino misure affinché l’economia impieghi le risorse in modo efficiente e preservi il più possibile l’ambiente.

 

L’idea che sta alla base di questo progetto si lega ad un progetto continentale di lungo respiro e che sarà da implementare dal 2050: vogliamo far sì che la Svizzera e tutte le altre nazioni riescano a usare solo le risorse della Terra sufficienti per permettere di vivere a tutta la popolazione mondiale. Dobbiamo attivarci oggi, se non vogliamo perdere il treno, perché si tratta di riforme molto lente.

Molti studi scientifici dimostrano con dati alla mano che se non si seguirà questo trend è proprio dal 2050 che si cominceranno a vedere gli effetti di questo nostro super-inquinamento, e per la verità molti di questi si cominciano a notare già oggi, soprattutto nel nostro Mendrisiotto.

Dunque ci piaccia o no, entro quella data qualcosa dovremo fare. E la cosa migliore è che sia il popolo a deciderlo, non il governo con misure d’urgenza. Per continuare a produrre indiscriminatamente come succede, le aziende dovranno investire anche nello smaltimento, lavorando sul riciclaggio, solo allora sarà possibile invertire la curva dei costi sviluppati, portando gli sprechi vicino allo zero. Concretamente quindi si vuole privilegiare il riciclaggio e gli apparecchi efficaci dal punto di vista energetico, piuttosto che produrre una montagna di rifiuti inutili e nocivi. Lo scopo, è evidente, è quindi garantire a lungo termine la prosperità e la qualità della nostra vita. Chi pensa che sostenere questa iniziativa significhi tornare all’età della pietra o produrre meno, sbaglia. Certo, bisogna essere capaci di guardare più in là del proprio naso e capire che se andiamo avanti così andiamo dritti verso la catastrofe. Dice bene il consigliere nazionale Bastien Girod: si tratta ora ‘di produrre e consumare meglio’.

Per ridurre i consumi di energia, ad esempio, non è necessario farsi una doccia fredda, perché i progressi tecnici hanno già permesso di migliorare l’efficienza energetica dei boiler, e grazie a nuove innovazioni sarà possibile migliorarli ancora. Con l’iniziativa vogliamo dire a tutti: ora siete obbligati a impegnarvi per migliorarvi. Ogni tanto queste spinte dello Stato sono necessarie, se riescono a migliorare il benessere di tutti.

Gli scopi dell’iniziativa non sono campati in aria e non sono pericolose prese di posizione di una sinistra mangiabambini: sono condivisi dal World Business Council for Sustainable Development (Consiglio del commercio mondiale per uno sviluppo duraturo) di cui fanno parte anche Novartis, Nestlé, Sika e Abb, Coop, Migros, che hanno capito i rischi di un mondo che domani potrebbe vedere crollare anche i consumi a causa dei drammi ambientali. La Svizzera, un tempo campionessa, si è infatti nel frattempo seduta ed è rimasta indietro in materia di protezione dell’ambiente. Siamo ormai il secondo produttore di rifiuti in Europa, lo sapevate? L’idea primaria è garantire che le nostre generazioni future possano godere di una vita sana e ciò rappresenterà pure un freno all’‘indebitamento’ della natura, che come sappiamo poi ci restituisce tutti i costi, sottoforma di catastrofi naturali. E dobbiamo assolutamente evitare che siano i nostri nipoti a pagare questi nostri ‘debiti’.

Il 25 settembre avremo l’occasione di concretizzare queste parole, personalmente lo ritengo un dovere e non mancherò.