Il lavoro va salvaguardato

di Alberto Casari, membro di Direzione del PS Ticino

Nel canton Ticino tutti sono molto preoccupati della sorte dei nostri salari, in quanto, in diversi settori, si constata un continuo e regolare dumping salariale.
Il prossimo 25 settembre avremo la possibilità, come cittadini ticinesi, di esprimerci sull’iniziativa popolare denomintata «Basta con il dumping salariale» che vuole mettere dei precisi paletti affinché venga stroncata questa tendenza.

Grazie all’accoglimento dell’iniziativa ci sarà il controllo dei salari considerato che tutti i contratti di lavoro, siano essi scritti oppure orali, dovranno essere notificati all’ispettorato cantonale del lavoro. Sarà obbligatorio specificare di che tipo di contratto si tratta, dovranno essere fornite informazioni riguardante la professione, età del lavoratore, grado di occupazione, salario, sesso, nazionalità e domicilio del lavoratore. Se l’ispettore ritiene che vi siano irregolarità sarà suo dovere intervenire.
L’iniziativa chiede di istituire un ispettorato del lavoro che possa occuparsi dei controlli attraverso l’assunzione di un ispettore ogni 5.000 occupati. Ciò permetterà loro di essere presenti e vigili in tutto il territorio cantonale. Il loro compito sarà di controllare le condizioni di lavoro ed i salari. Sappiamo che oggi vengono controllate solo il 4% delle aziende. Troppo poco, se vogliamo veramente lottare contro il dumping e contro certe situazioni di sfruttamento che si verificano anche in Ticino!
Inoltre, l’iniziativa chiede di allestire una statistica sui salari. Oggi non sappiamo qual è la realtà salariale cantonale.
Chi avversa l’iniziativa sostiene che, se accolta, bisognerà assumere almeno 75 ispettori, ma se facciamo un piccolo calcolo, 230.000 (lavoratori occupati) sono 5.000 lavoratori per ogni ispettore arriviamo a 46. Quindi non ci sarebbero costi maggiori rispetto a quanto prospettato dagli iniziativisti. Va anche detto che il costo di questa iniziativa è pari allo 0,18% della spesa cantonale. È più che accettabile per difendere i nostri salari.
Il Parlamento ci propone un controprogetto, debole e che lascia ampio margine di decisione al Consiglio di Stato, che se per esempio, lo riterrà necessario, su proposta della tripartita, potrà potenziare gli ispettori.
Il problema è troppo grande e serio ed è necessario stabilire chiaramente cosa si vuole senza più lasciare margine di aprezzamento e decisione a chicchessia.
Se davvero ci sta a cuore il futuro salariale di tutti i lavoratori dipendenti è fondamentale accogliere l’iniziativa «Basta con il dumping salariale».