Pensioni dignitose per tutti gli anziani!

di Stefano Testa

Qualche mese fa ho scambiato alcune battute con un’ausiliaria di cure che ha lavorato per una vita in una casa anziani ed è da poco in pensione. Purtroppo ora il marito è deceduto. Alla solitudine emotiva, nelle sue parole ha aggiunto la preoccupazione finanziaria. Entrambi i coniugi avevano lavorato una vita. Lui facendo il manovale e arrotondando anche con un doppio lavoro per concedersi il lusso di una gita al Museo dei trasporti di Lucerna o una fiorentina ogni tanto coi figli. Lei si è guadagnata uno stipendio a tempo parziale come poteva, navigando tra la cura dei figli e quella dei pazienti anziani. La sua rendita è modesta infatti e purtroppo non ha diritto alla prestazione complementare, in quanto ha ereditato un piccolo appartamento in cui vive.

Questo esempio mostra come molti anziani dopo una vita di lavoro e sacrifici debbano oggi stringere la cinghia, tra un aumento della cassa malati e una spesa imprevista. E mi chiedo anche: quanti anziani non chiedono nemmeno le prestazioni complementari cui avrebbero diritto, in quanto sono bloccati dalla complessità della procedura o dalla vergogna di chiedere aiuto?

Cosa si aspetta allora ad adeguare le rendite pensionistiche dell’Avs (unico sostentamento per il 38% delle donne e il 19% degli uomini in pensione), che in valore reale sono ferme al palo dal 1975? L’iniziativa AvsPlus ci permette di offrire pensioni dignitose per tutti/e, con un piccolo sforzo sopportabile da parte di lavoratori e datori di lavoro (0,4% in più di contributi mensili per parte), che si trasformerà in un aumento del 10% delle rendite. Un cambiamento decisamente vantaggioso anche per le nuove generazioni, che pure fanno fatica ad avere redditi adeguati e costanti nel tempo, visto il crescente precariato nel mercato del lavoro. Mentre per le attuali persone in pensione, poter contare su una maggiore entrata, sicura e dovuta, è decisamente più dignitoso del dover invocare un aiuto complementare.