«Per avere anche in futuro una vecchiaia dignitosa»

Intervista pubblicata il 9 settembre 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Marina Carobbio Guscetti, consigliera nazionale

Per molti anziani le spese sono cresciute troppo

Secondo le stime del Consiglio federale, per l’AVS si prospetta un deficit miliardario nei prossimi anni. Già il mantenimento del livello attuale delle rendite appare come una sfida. Perché dunque questa richiesta di aumentarle del 10%?

«Per garantire a tutte e tutti una vecchiaia dignitosa. Per molti anziani l’AVS rappresenta ancora la più importante fonte di reddito. Oggi il 38% delle donne e il 19% degli uomini vive della sola AVS. Per molti il secondo pilastro è insufficiente. L’aumento dei costi dell’alloggio, dei premi di cassa malati e degli oneri sanitari più in generale, incidono in maniera importante anche sul redditi di molti pensionati; per alcuni oggi queste spese rappresentano addirittura il 70% della rendita massima.
Per fronteggiare questi e altri costi ci vogliono quindi rendite adeguate, così come propone l’iniziativa che vuole aumentare le rendite del 10%, ciò che corrisponde circa a 2.400 franchi in più all’anno per persone singole e 4.200 per le coppie. Chi andrà in pensione nei prossimi anni deve prevedere delle grosse perdite in termini di rendite del secondo pilastro a causa della volatilità e dei rischi degli investimenti sui mercati finanziari. Proprio per questo, perché il futuro delle rendite delle casse pensioni è incerto, è necessario rafforzare la rendita AVS che invece è molto più sicura».

Se l’iniziativa fosse accettata bisognerebbe trovare un modo per finanziarla. Proponete un aumento dei contributi salariali, che andrebbe però a penalizzare le generazioni più giovani.

«Ciò che penalizza le giovani generazioni in realtà sono i bassi salari e i lavori precari. Per chi è ancora lontano dalla pensione avere un secondo pilastro adeguato è tutt’altro che scontato. Sono infatti molti i giovani, così come molte donne, che a causa di lavori a tempi parziali, interruzioni del periodo lavorativo e bassi salari non riescono ad accumulare un granché nell’ambito della previdenza professionale.
Per contro un prelievo supplementare dello 0,4% di contributi per dipendenti e 0,4% per i datori di lavoro è sopportabile, anche perché i prelievi salariali non sono più stati aumentati da 40 anni. Il rapporto tra costi e benefici è nettamente più favorevole per l’AVS che per il secondo pilastro. E questo vale anche per i giovani: per ottenere la stessa rendita si deve pagare molto di più in termine di contributi nel secondo pilastro rispetto all’AVS».

Il finanziamento graverebbe anche sull’economia e sulle finanze della Confederazione.

«I contributi sui salari sono fermi al 1975. Un loro modesto aumento è sopportabile, anche perché rafforzando l’AVS e aumentando le rendite ci saranno più mezzi che potranno poi essere reinvestiti a loro volta nell’economia. C’è un divario tra salari e rendite AVS: queste ultime non hanno più seguito l’evoluzione dei salari, ecco perché è giunto il momento di adeguarle ai salari attuali. Va poi ricordato che l’AVS è solida e continuerà ad esserlo, perché grazie all’aumento della massa salariale, le entrate dell’AVS sono quasi raddoppiate in 40 anni e questo nonostante il numero di persone attive sia diminuito».

L’iniziativa non rappresenterebbe alcun vantaggio per chi oggi beneficia di prestazioni complementari (PC): due terzi non ci guadagnerebbero, mentre 15.000 pensionati ci perderebbero.

«Chi lavora tutta una vita deve poter vivere durante la vecchiaia in modo dignitoso della propria rendita e non dipendere dalle prestazioni complementari. Le PC sono importanti e vanno garantite anche in futuro, ma l’aumento delle rendite AVS eviterà che dei pensionati debbano ricorre alle PC e sarà importante anche per coloro che, pur avendone diritto, non chiedono le PC. Chi utilizza quest’argomento per opporsi all’aumento delle rendite AVS spesso fa parte anche della schiera di coloro che vogliono ridurre il sistema di prestazioni complementari. Alcuni addirittura hanno contribuito a far cadere l’adeguamento dell’ammontare dell’affitto nel calcolo delle PC. Affitti che dal 2011 a questa parte sono aumentati del 21% e sono una voce di spesa importante anche per i pensionati. In ogni caso, in fase di attuazione dell’iniziativa, si dovrà poi fare in modo che i diritti acquisiti dei beneficiari di PC siano mantenuti».

In Parlamento si sta discutendo una riforma dei due pilastri per garantire il livello globale delle rendite anche in futuro. La vostra iniziativa non farebbe saltare in aria questo sforzo?

«Se l’iniziativa sarà accettata, si continuerà con l’esame della riforma Previdenza 2020 tenendo conto della decisione del popolo, che si sarà così espresso a favore di un chiaro aumento delle rendite AVS. Oggi la riforma è a rischio per via della maggioranza commissionale composta da PLR e UDC che ha portato avanti un vero e proprio attacco al nostro sistema pensionistico che difficilmente supererà il previsto scoglio popolare. Concretamente, in commissione la maggioranza PLR-UDC ha deciso di tagliare le rendite della previdenza professionale del 12% senza compensazione. Al contrario del Consiglio degli Stati che aveva invece deciso di compensare le perdite nel 2.pilastro con un compromesso basato sull’aumento della rendita AVS. Il modo migliore per contrastare gli attacchi alle rendite pensionistiche e opporsi all’innalzamento automatico dell’età di pensionamento a 67 anni è proprio votare l’iniziativa AVSPlus».

Anna Fazioli