Le rendite AVS vanno rafforzate

di Manuele Bertoli, membro del Consiglio di Stato

La Costituzione federale all’art. 112 dice da molti anni che le rendite dell’AVS devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale degli anziani e dei superstiti, ma questo principio oggi, a oltre 60 anni dall’introduzione della principale assicurazione sociale del Paese, non è ancora applicato. È vero che esistono le prestazioni complementari, ma queste sono degli aiuti sociali finanziati da Confederazione e Cantoni e non una rendita ai sensi dell’AVS.

Visto che di questi tempi si parla molto, a giusto titolo, di rispetto della nostra Costituzione, già solo questa constatazione è a mio parere sufficiente per sostenere l’iniziativa popolare AVSPlus. Non solo. Il sistema dell’AVS, basato sul principio della solidarietà, che usa oggi per gli anziani i soldi incassati, sempre oggi, dalle deduzioni di lavoratori e datori di lavoro, non soffre del drammatico problema che attanaglia le casse pensione, le quali non riescono più, in periodo di interessi negativi, a mantenere nel tempo il valore dei capitali individuali accumulati dai loro affiliati.

Rafforzare l’AVS è quindi giusto, per giungere dopo oltre 60 anni al rispetto della Costituzione. È anche sano, perché si indicherebbe il sistema di finanziamento basato sulla solidarietà come preferibile a quello della capitalizzazione. Facciamolo senza troppi se e ma, senza sempre cadere nel baratro delle paure che vengono fomentate ogni volta che si vuole migliorare una prestazione sociale nel nostro Paese. La storia insegna che quando ci si è riusciti nessuna delle catastrofi economiche o finanziarie annunciate dai contrari a ogni richiesta di miglioramento, anche minimo, si è mai prodotta. Il problema dell’invecchiamento della popolazione esiste, ma non è mantenendo basso il potere d’acquisto delle rendite AVS che lo si risolve.