Piccoli Steve e piccoli Mark crescono

di Patrizia Pesenti

Un centinaio di giovani imprenditori stanno lavorando e sviluppando un loro prodotto in un edificio di inizio secolo, oggi vuoto, a pochi passi dal Paradeplatz. Sono stati selezionati tra più di ottocento candidati da venti Paesi diversi, molti dagli Stati Uniti e dall’Asia. Per tre mesi lavoreranno vicini, consigliati e guidati da esperti delle maggiori aziende svizzere. Ci vorrà del tempo per capire se tra di loro vi è il prossimo Mark Zuckerberg o Steve Jobs. Questo è il kickstart-accelerator.com, uno dei programmi interamente finanziato dalle aziende che hanno creato DigitalZurich2025. Da quando è stata lanciata un anno fa, questa associazione è riuscita a raggruppare attorno a sé trenta delle più grandi aziende svizzere: Swisslife, UBS, Credit Suisse, Migros e Coop, Posta, Swisscom e SBB, i gruppi editoriali svizzeri Ringier, Tamedia e NZZ, per citarne solo alcune. Ma anche Google e, molto importante, i due Politecnici ETH e EPFL. Dalla scorsa settimana anche il World Economic Forum. L’obiettivo comune è di fare di Zurigo una delle capitali mondiali dello sviluppo tecnologico digitale. L’innovazione tecnologica è il motore della crescita economica. DigitalZurich2025 vuole rafforzare questo motore favorendo la concentrazione di conoscenza, idee creative, opportunità di svilupparle e finanziamenti. Proprio come accade nella Silicon Valley.

Zurigo e la Svizzera sono da anni al primo posto nelle classifiche dei Paesi più competitivi, più innovativi e che meglio riescono ad attrarre talenti da tutto il mondo. Ma sulla cartina geografica dei luoghi dove si concentra l’innovazione digitale non ci siamo. Un esempio concreto: la partita della FinTech, l’innovazione tecnologica nella finanza e nelle assicurazioni, si sta giocando a Londra. La Svizzera non può restare a guardare. Il segreto e la forza della Silicon Valley sono la concentrazione, la rete fitta di relazioni, la vicinanza tra chi ha un’idea a chi può finanziarne lo sviluppo. Pensiamo al mondo digitale come ad un luogo dove gli incontri avvengono solo virtualmente, online. Ma è vero il contrario. Una banca che finanzia un modello commerciale tradizionale lo può fare anche a distanza, perché sa a cosa va incontro. Ma un investitore che finanzia una startup nella prima fase lo fa senza aver mai visto il prodotto. Non sa se diventerà il prossimo uber, airbnb o il prossimo fallimento. Può solo fidarsi dell’imprenditore. E per costruire fiducia occorrono rapporti umani, vicinanza. Così, paradossalmente, un pilastro dell’innovazione tecnologica poggia sui rapporti da persona a persona – molto old fashion. Nel kickstart-accelerator è la prima cosa che si vede: giovani imprenditori che lavorano vicini, che si scambiano idee. Investitori che fanno la loro conoscenza attorno ad un barbecue. Questo è quanto si propone DigitalZurich2025: creare questa prossimità effervescente, rendere Zurigo ancora più attraente per i talenti tecnologici, aiutare le startup a mettere i loro prodotti sul mercato internazionale e sviluppare un settore di capital venture concorrenziale. La particolarità di Zurigo – rispetto a New York, Berlino, Londra, Tel Aviv – sta nel coinvolgimento immediato delle trenta aziende che non solo assicurano il finanziamento, ma anche il sostegno, l’esperienza, i rispettivi mercati e la loro rete di clienti in grado di dare alle start-up un veloce riscontro riguardo al prodotto che stanno sviluppando. Fra una settimana l’iniziativa si aprirà alla Svizzera romanda e al Ticino. Stay tuned.