L’importanza dell’economia sostenibile

di Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo

L’iniziativa popolare federale “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)” porta all’attenzione dell’opinione pubblica un tema importante per l’economia, l’ambiente e la società nel loro insieme. Si tratta di passare da un sistema economico che distrugge delle risorse non rinnovabili nel suo percorso di crescita e di accumulazione del capitale sia materiale sia finanziario, a una economia circolare in grado di preservare le risorse naturali senza diminuire il livello di benessere della popolazione.

L’evidenza empirica nei Paesi membri dell’Unione europea (Ue) mostra chiaramente che le attività economiche favorevoli all’ambiente contribuiscono alla crescita del Prodotto interno lordo (Pil) e dell’occupazione più delle altre attività economiche, soprattutto dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale nell’autunno 2008. Dal 2000 al 2013, il valore aggiunto lordo delle attività nell’economia ambientale è più che raddoppiato nei 28 Paesi membri dell’Ue, mentre è aumentato solo del 40 per cento nell’insieme dell’economia di questi Paesi. Inoltre, i posti di lavoro in equivalenti a tempo pieno sono aumentati del 50 per cento nell’economia ambientale dell’Ue, mentre sono rimasti quasi invariati nell’insieme dei suoi Paesi membri.

In attesa di conoscere i dati sull’economia ambientale elvetica, che saranno disponibili solo alla fine del 2017, è possibile indicare i principi di politica economica da seguire per promuovere lo sviluppo sostenibile delle attività economiche in Svizzera, adottando una visione sistemica anziché una visione economicista come quella che, in generale, orienta attualmente le scelte dei portatori di interesse nell’economia privata, ossia le imprese e i consumatori. Anzitutto, lo Stato deve attivarsi affinché ciascun soggetto economico consideri l’impatto delle proprie scelte e attività su tutti i tipi di capitale, che spesso interagiscono tra loro con effetti positivi o negativi da tener presente nell’insieme dell’economia, della società e dell’ambiente. Questa presa di coscienza deve assolutamente integrare il fatto che il capitale naturale svolge una funzione essenziale e irrinunciabile per il benessere individuale e collettivo. La misura di questo benessere dovrà allora includere, oltre al Pil e altri indicatori monetari, la qualità di vita e la sostenibilità ambientale, abbandonando l’idea che tutto ciò che non si può esprimere in termini monetari non conta nulla. In quest’ottica, le autorità ai diversi livelli di governo dovranno evitare di fare affidamento alle sole “leggi” del libero mercato per proteggere le risorse naturali, adottando una definizione sistemica dello sviluppo sostenibile che ricalca quella proposta dal famoso Rapporto Brundtland. Su queste basi lo Stato sarà così in grado di promuovere una crescita economica sostenibile e di scoraggiare con la leva fiscale la crescita che nuoce all’ambiente o alla società. In sostanza, si tratta di modificare l’atteggiamento delle persone (fisiche e giuridiche) nei confronti dell’ambiente circostante pensando globalmente ma agendo localmente, senza più accettare sul piano economico ciò che non si accetterebbe in altri ambiti della vita individuale o collettiva. Se la maggioranza del popolo e dei Cantoni svizzeri accetterà l’iniziativa per una economia verde, l’intero sistema economico ne sarà avvantaggiato con la creazione di reddito e posti di lavoro necessari per rilanciare l’insieme delle attività economiche.