Acqua per il bosco di protezione

di Bruno Storni, municipale di Gordola

Del risanamento del bosco sopra Gordola, che funge da protezione del comune, si parla e progetta dal 1980. Il primo irrealistico progetto del 1990 da 17 milioni prevedeva la classica strada forestale asfaltata e la rete idrica antincendio. Constatato poi che l’acqua ai Monti Motti non bastava, si progettò, in quota, una condotta di 7 km fino alle sorgenti della Val Ruscada. Rimase nei cassetti. Nel 2004 ecco il secondo progetto da 6,2 milioni, questa volta senza strada ma con un sentierone, rimane però la rete antincendio. Progetto che viene affinato nel 2008 a 7,6 milioni, dei quali 2,5 milioni per rete antincendio e bacino in zona Monti Motti. Resta irrisolto il problema della mancanza d’acqua in quota. Nel 2010 finalmente un progetto concreto, nel frattempo realizzato, di soli 1,7 milioni ma definito “integrale” sebbene senza rete idrica antincendio, inizialmente condizione primaria per ottenere sussidi per risanamenti forestali.

Le criticità di questi progetti stanno non solo nella tendenza al sovradimensionamento, forse perché sussidiati da Cantone e Confederazione, ma anche in limiti mentali di tipo geografico. Infatti sebbene nel bosco di protezione di Gordola, che si trova nel Circondario forestale 4 (Riazzino Brissago Valle Verzasca), non ci sia acqua in quota si insisté a lungo a non guardare oltre il perimetro del circondario. Si arrivò a chiedere all’azienda acqua potabile di alimentare la rete antincendio pompando acqua verso un bacino a quota 950 m tramite una condotta da realizzare! Operazione assurda, quando chi conosce il territorio sa che un paio di chilometri più a est si trova la Val Pesta con importanti captazioni in quota, la relativa condotta che scende al Piano lambisce la strada forestale che serve anche l’area del Consorzio forestale Valli Pesta e Riarena.

Oggi lo spegnimento di incendi boschivi avviene in primis con tempestivi interventi con l’elicottero. La disponibilità di un bacino d’acqua in quota accelera ulteriormente le operazioni di spegnimento.

Considerazioni che hanno portato alla proposta alternativa consistente in un bacino per elicotteri da realizzare in zona Monti di Ditto alimentato dalla condotta Val Pesta.

La soluzione di Ditto, in alternativa al pompaggio ai Monti Motti, permette di servire non solo il bosco sopra Gordola, ma anche quello sopra Cugnasco e oltre. Soluzione che si trova però fuori dal Circondario forestale 4, saggiamente il direttore del Circondario forestale 9 ing. Bonardi, con il Consorzio forestale Valli Pesta e Riarena, l’hanno comunque messa in progettazione e ora è già in cantiere perché utile localmente. La spesa totale di 800mila franchi è sussidiata al 55% da Cantone e Confederazione. Per Gordola rimane una partecipazione di 100mila: meno di quanto speso solo per la progettazione dei citati inattuabili progetti! Una soluzione intelligente, a respiro regionale, a dimostrazione che possiamo sviluppare soluzioni concrete, economiche e quindi realizzabili superando confini giurisdizionali nell’interesse di tutti.

Dulcis in fundo di questa lunga storia: invece dei 17 milioni del 1990 con rete antincendio senz’acqua, ne spendiamo solo 2, senza rete ma con l’acqua.