Biblioteche, un futuro garantito

di Manuele Bertoli, membro del Consiglio di Stato

Vorrei tranquillizzare l’ex direttore della Biblioteca cantonale di Lugano Gerardo Rigozzi sul futuro delle biblioteche nel nostro cantone, considerate le preoccupazioni da lui espresse mercoledì su questo giornale. Il passaggio da due direttori delle biblioteche cantonali (Lugano e Mendrisio da un lato, Bellinzona e Locarno dall’altro) a uno solo, con la designazione susseguente di capiservizio locali, è la conseguenza delle scelte politiche che chiedono di ridurre un poco il numero dei dipendenti cantonali. Normale che queste misure vengano messe in pratica in occasione dei pensionamenti, come accaduto in questo caso.

Convengo con Rigozzi che sul numero dei dipendenti cantonali sarebbero state preferibili scelte di politica finanziaria orientate diversamente, ma non posso ancora una volta non stupirmi del fatto che quando le conseguenze di tali scelte hanno effetti concreti sul settore che interessa direttamente, anche chi è stato esponente dei partiti che le sostengono, come Rigozzi, si sorprenda o manifesti preoccupazione.

La seconda edizione del master per bibliotecari è stata sospesa e/o rimandata, come sa bene l’ex direttore, perché la valutazione del fabbisogno di bibliotecari per il futuro non ha indicato per ora una necessità di una nuova formazione. In questo caso sarebbe stato inutile impiegare risorse pubbliche senza necessità, ma naturalmente la situazione sarà costantemente monitorata e nulla esclude che si possa riproporre il master a fronte di un fabbisogno pronosticabile effettivo.

Quanto al salario dei futuri bibliotecari (quello di chi è già assunto non cambia), è oggetto di discussione nel quadro del complesso cantiere della nuova Legge sugli stipendi.

Per terminare vorrei tranquillizzare Rigozzi sul fatto che il futuro delle biblioteche pubbliche e scolastiche sta a cuore a lui come a me. A riprova di ciò, Rigozzi lo sa, dallo scorso anno ho fatto ripartire le discussioni in un organismo che per molti anni era stato sostanzialmente azzerato, la Conferenza dei rappresentanti delle biblioteche. Negli scorsi mesi abbiamo provveduto assieme a definire un documento di politica bibliotecaria, che a partire da settembre nel quadro di detta Conferenza porterà a discutere delle azioni concrete in questo ambito, risorse disponibili permettendo. Infine, per quanto riguarda le biblioteche scolastiche, attendo il rapporto di un gruppo di lavoro ad hoc che ha approfondito il tema di una migliore e fattiva integrazione della biblioteca nella scuola di cui è parte integrante.