Sì al controprogetto, sì ai salari d’uso

di Raoul Ghisletta, deputato in Gran Consiglio

Il controprogetto all’iniziativa popolare cantonale Udc ‘Prima i nostri!’, in votazione il prossimo 25 settembre è interessante per chi ha a cuore il mondo del lavoro ticinese ed è preoccupato per il suo degrado. Infatti esso dà mandato al Cantone (tramite l’art. 14 lett. a) di provvedere affinché ogni lavoratore in Ticino riceva un salario corrispondente a quello vigente nella professione e nel settore: ‘Il Cantone provvede affinché: a) ognuno possa sopperire ai suoi bisogni con un lavoro svolto in condizioni salariali, assicurative e lavorative corrispondenti a quelle vigenti nella professione e nel settore in Ticino, le quali gli consentano un tenore di vita dignitoso per vivere nel Cantone, senza subire una pressione al ribasso del salario’.

Questo nuovo capoverso della Costituzione cantonale va oltre il principio del salario minimo di ca. 45’000 fr. annui, introdotto nella Costituzione ticinese a seguito dell’approvazione dell’iniziativa popolare ‘Salviamo il lavoro’ il 14 giugno 2015 (ma non ancora applicato da una legge d’esecuzione). Il nuovo concetto è complementare, in quanto concerne tutte le professioni con salari d’uso superiori al salario minimo. Rispettare il salario d’uso significa ad es. che un infermiere in Ticino non può essere pagato 4’000 fr. al mese, dato che il salario d’uso al primo impiego per la professione di infermiere è di circa 5’200 fr. mensili (calcolo su 12 mensilità). Il discorso può essere fatto per altre professioni qualificate, dai bancari agli architetti, ai docenti ecc.

Il salario d’uso in passato doveva essere rispettato ogni qualvolta il datore di lavoro nel nostro Paese chiedeva un permesso di lavoro per uno straniero che proveniva dall’estero: purtroppo tale clausola di controllo salariale non è stata ripresa nella legislazione federale al momento dell’entrata in vigore dei Bilaterali. Occorre quindi battersi per riprendere questo principio utile a frenare l’arretramento dei salari: un concetto che peraltro non è del tutto scomparso dalla legislazione elvetica, in quanto vale ancora per i lavoratori stranieri provenienti dagli Stati non al beneficio dei Bilaterali e per i richiedenti l’asilo attivi professionalmente.

L’introduzione del rispetto del salario d’uso nella Costituzione ticinese il prossimo 25 settembre, grazie al controprogetto all’iniziativa popolare ‘Prima i nostri’, sarebbe un primo passo importante per gettare le basi per l’apertura di un dibattito sul suo inserimento nella legislazione federale sul lavoro, che gli darebbe una forza generale e un’applicabilità in sede giudiziaria. Infatti, se tale principio fosse introdotto a livello federale, acquisirebbe forza di legge per tutte le professioni in Svizzera del settore privato e pubblico, sia per i lavoratori svizzeri, sia per i lavoratori stranieri. Votiamo quindi sì al controprogetto all’iniziativa ‘Prima i nostri’ e no all’iniziativa Udc, che non porta nulla di nuovo. Penso che tutti concordino sul fatto che il rispetto dei salari d’uso nelle professioni sia un principio di cui il mercato del lavoro ticinese ha urgente bisogno, in particolare nelle professioni del ceto medio, sottoposte a un’enorme pressione salariale al ribasso.