Rapporto sul FSM di Montréal 2016

di Enrico Geiler

Quest’anno il Forum mondiale sociale (l’anti Forum economico di Davos) si è svolto a Montréal in Canada dal 9 al 13 agosto.

Le attività erano ospitate nelle grandi università McGill, UQÀM e Cegep, tra l’altro distanti circa 1 km le une dalle altre, ciò che ha reso il tutto un po’ dispersivo. Tanto per dare un’ida delle dimensioni di questi complessi direi che ciascuno di loro è molto più grande del nostro FoxTown. Dei veri mostri, anzi, dei veri formicai / labirinti. Il solo Cegep ha circa 10 piani, ciascuno con una cinquantina o più di aule (tutte raffreddate da micidiali impianti di climatizzazione), varie entrate, atri immensi, scale mobili, mensa, biblioteche, aule magne e teatri, corridoi sotterranei di collegamento, servizi vari, ecc. ecc. Attività minori e artistiche si svolgevano all’aperto in vari “villaggi” e tendopoli installati nelle adiacenze. Gli organizzatori hanno annunciato 35’000 partecipanti, (per la maggior parte cittadini canadesi) + 1000 volontari addetti all’organizzazione. Erano rappresentate 125 nazioni.

In tre giorni si sono svolte circa 1300 attività, 22 assemblee di convergenza e 4 forum paralleli, tutti ben elencati e descritti in un grosso catalogo che i partecipanti hanno ricevuto alla loro registrazione. Molte attività erano conferenze o tavole rotonde organizzate da personalità o ONG internazionali recatisi appositamente a Montréal. Anche le associazioni locali o canadesi o facenti capo alle università di Montréal hanno svolto molte attività. Ulteriori attività si sono pure svolte nei giorni precedenti e seguenti il FSM o sono state realizzate via skype dall’estero o in altre sedi.

Da sottolineare pure il favoloso ambiente “politicizzato”, quasi un po’ rivoluzionario, creato dai partecipanti, tutti politicamente impegnati a sinistra, tutti con zainetto, giacca a vento, cartellino di riconoscimento del forum al collo e programma del forum in mano, sempre alla frettolosa ricerca della prossima attività. Numerosissimi e quasi pittoreschi le scritte, gli annunci, i tabelloni, le foto, ecc. esposti o applicati sui muri interni e esterni delle sedi del forum e le molteplici bancherelle e postazioni delle varie organizzazioni e dei rivenditori di libri e gadget tematici.

Gli assi tematici erano:

  • Alternative economiche, sociali et solidari di fronte alla crisi capitalista
  • Democratizzazione della conoscenza e diritto alla comunicazione
  • Cultura della pace e lotta per la giustizia e la demilitarizzazione
  • Decolonizzazione e autodeterminazione dei popoli
  • Difesa dei diritti della natura e giustizia ambientale
  • Lotte globali e solidarietà internazionale
  • Diritti umani e sociali, dignità et lotte contro le inegalità
  • Lotte contro il razzismo, la xenofobia, il patriarcato e i fondamentalismi
  • Lotta contro la dittatura della finanza e per la condivisione delle risorse
  • Migrazione e cittadinanza senza frontiere
  • Democrazia, movimenti sociali et cittadini
  • Mondo del lavoro fronte al neoliberismo
  • Espressioni culturali, artistiche et filosofiche per un altro mondo possibile

Da notare le circa 40 attività (conferenze, grandi conferenze, tavole rotonde, workshop, ecc.) dedicate alla Palestina. Molte di queste attività erano organizzate dal movimento BDS e varie conferenze e grandi conferenze (300 e + partecipanti) erano tenute da personalità palestinesi arrivate appositamente dalla Palestina (passando da Amman e ponte di Allenby perchè ai palestinesi è proibito utilizzare l’aeroporto di Tel Aviv !).

Molti conferenzieri hanno evidenziato la volontà di Israele di “cancellare” la Palestina in tutte le sue espressioni (popolazione, territorio, cultura, tradizioni, ecc.), per esempio cambiando i nomi dei luoghi e delle strade, impedendo che si parli della storia della Palestina nelle scuole palestinesi, imprigionando i leader palestinesi, distruggendo i luoghi e reperti storici palestinesi, appropriandosi di certi aspetti della cultura palestinese presentati come tipici “Israeliani” o “ebraici” (per esempio nella gastronomia), impedendo un’adeguata scolarizzazione dei bambini palestinesi, ecc. È un procedimento tipico delle conquiste coloniali dove i coloni si sostituiscono in tutto e per tutto alla popolazione autoctona che viene eliminata, marginalizzata o allontanata, ecc. La differenza sta nel fatto che in Palestina i sionisti, mediante numerose falsificazioni storiche mirate, stanno tentando di far credere al mondo che sono loro “la popolazione autoctona” della Palestina.

Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere e di intrattenermi con l’esimio Dr. Abdullah Abdullah, 78 anni, di Gerusalemme (ma obbligato dalle autorità israeliane a soggiornare a Ramallah), membro del Consiglio legislativo palestinese e del comitato politico, già ministro nel governo di Arafat e suo caro amico.

Pur saltando come una cavalletta da una attività all’altra, ovviamente non era possibile seguire tutto, tanto più che, come al solito, modifiche apportate all’ultimo momento al programma e varie carenze organizzative (tipiche di questi grandi eventi poggiantisi sul volontariato) hanno spesso reso difficile reperire la sede dell’attività scelta.

Da notare la presenza degli amici romandi dell’iniziativa “Moneta intera” che distribuivano a piene mani un interessante e didattico quadernetto illustrativo dell’iniziativa e del sistema economico attuale, edito in francese dall’Istituto Louis Even per la giustizia sociale (visibile qui: http://www.versdemain.org/maitres_du_monde.pdf).

Varie le attività concernenti il reddito di base, ove ho potuto illustrare l’esperienza svizzera con la relativa iniziativa respinta dai votanti pochi mesi fa. In questo ambito ho appunto spiegato come i nostri siano caduti nel tranello dei 2500.- Fr. a testa…

Ogni giorno in serata si svolgevano le grandi assemblee di convergenza tematiche durante le quali veniva approvata una dichiarazione universale per ribadire i diritti delle genti, in linea con gli assi tematici di cui sopra.

Da notare pure che le autorità canadesi hanno negato il visto d’entrata a circa 200 personalità straniere intenzionate a partecipare al forum, mentre le autorità israeliane hanno negato il permesso di partecipare al FSM a due sindacalisti palestinesi. Il FSM ha protestato ufficialmente.

Tempo quasi sempre bello, o perlomeno asciutto. Bella pure la città di Montréal, dove moderno e tradizionale convivono alla grande. Gastronomia all’”americana”, dominata dai fastfood.

Domenica 14 il centro città era completamente occupato dal corteo gay, presenti le autorità canadesi guidate dal primo ministro in carica, forse per segnalare che la vera alternativa è quella…

A questo punto s’impone la domanda: a cosa serve un Forum sociale mondiale? Qual’è il suo significato politico?

Secondo me il FSM ha varie funzioni:

1 – quello di mandare alla comunità internazionale e ai governi un messaggio forte, in particolare come antitesi al Forum economico di Davos, epicentro ideologico della borghesia

2 – quello di riunire e incoraggiare a livello mondiale le persone impegnate politicamente a sinistra, di scambiare e diffondere le conoscenze socio-politiche nonchè di creare e rafforzare un certo spirito di corpo, specialmente tra gli attivisti impegnati sullo stesso fronte.

3 – quello di dimostrare che la sinistra ha le capacità e la volontà di lottare e di organizzare eventi politici importanti.

4 – quello di indicare la necessità e la via del cambiamento.

Politicamente il FSM è un esercizio politico stimolante e arricchente, che però ha i suoi limiti. Infatti la maggioranza dei partecipanti sono persone della classe media, impegnate a sinistra, intellettuali, idealisti ma non necessariamente rivoluzionari o persone che hanno sperimentato l’oppressione del sistema sulla propria pelle; dunque ben lontani dai problemi reali di coloro che stanno in fondo alla scala sociale.

Conseguentemente si direbbe che un evento simile è la valvola di sfogo che il potere concede all’opposizione, permettendole di criticare e di sognare, ma non di cambiare i rapporti di forza esistenti.

Infatti a coloro che veramente avrebbero potuto portare la loro testimonianza concreta di vita e di lotta è stato vietato di partecipare, inoltre i mass-media hanno ignorato il FSM.

Il FSM ha comunque ribadito e dimostrato ancora una volta la necessità urgente di un cambiamento di fondo della politica a livello globale, pena gravi conseguenze per tutto il pianeta e per l’intera umanità, indicando nell’attuale sistema di produzione e distribuzione di beni e servizi, nel capitalismo e nell’imperialismo i responsabili del deterioramento globale e delle crescenti ingiustizie sociali.