Il PS tra concretezza e sensibilità

Intervista pubblicata il 30 luglio 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Henrik “Bingo” Bang, deputato in Gran Consiglio

Prosegue il ciclo di interviste che pongono a confronto deputati uomini e donne su questioni di genere

Il tema delle quote rosa o di favorire la conciliazione tra famiglia e lavoro è una priorità?

«Sì, è una priorità, ma sono contrario alle quote rosa. Il problema principale risiede nella difficoltà delle donne nel conciliare famiglia e lavoro, soprattutto quando diventano mamme. Occorre modificare le condizioni quadro, ad esempio dando la possibilità di lavorare a tempo parziale, anche agli uomini, e fornendo strutture di accoglienza per i bambini, come ad esempio gli asili nido. In estate molti genitori faticano a gestire lavoro e famiglia e c’è chi non può sostenere i costi ad esempio di una colonia. Per ciò che concerne la politica, ritengo che il Consiglio di Stato sia tutto al maschile perché è la donna a sacrificarsi. Bisogna imporre delle regole che permettano alla donna di fare politica senza sacrificarsi».

Donne in carriera e uomini a casa ad accudire la famiglia e fare le pulizie: è d’accordo? Lo farebbe se si presentasse l’occasione?

«Porto l’esempio di un collega che ha studiato ingegneria con me e che è diventato diplomatico. Ha girato il mondo con la famiglia. La moglie pur avendo una laurea è stata a casa ad occuparsi della famiglia. A un certo punto hanno deciso, creando stupore tra i parenti ticinesi, di cambiare i ruoli: lui ha fatto il mammo per un anno mentre lei è andata in missione con la croce rossa. Secondo me l’ideale sarebbe che entrambi i genitori avessero la possibilità di lavorare a tempo parziale. Sono cresciuto con l’immagine di mio padre che era spesso a casa essendo calciatore di professione, ed era bellissimo».

Dove e con quale parlamentare non del suo partito partirebbe per una vacanza?

«Giorgio Fonio perché durante la campagna elettorale è nata un’amicizia. Lo porterei alla scoperta della scandinavia e della birra danese».

Libertà e sessualità: sulla spiaggia e lungo i fiumi tutto è lecito, anche il nudismo?

«Prima di tutto occorre separare nudismo da esibizionismo. Sono a favore del nudismo e anzi auspicherei la creazione di aree dedicate».

Indichi una situazione in cui il suo essere donna/uomo l’ha messa in difficoltà e una in cui l’abbia avvantaggiata.

«È difficile rispondere a questa domanda. Forse sono stato svantaggiato nel senso che l’uomo, pur con tutta la buona volontà, certi aspetti proprio non li vede. La donna ha una maggiore sensibilità, ma l’uomo è più concreto, pragmatico».

Cosa non indosserebbe mai per una seduta di Gran Consiglio?

«La cravatta. Non la sopporto. Di mia spontanea volontà l’ho indossata solo una volta: per un’ora al mio matrimonio».

Indichi un pregio e un difetto del/della suo/a collega.

«I pregi sono la competenza e la pazienza. Il difetto è che, a volte, è una fumatrice in continuo tentativo di smettere. Mostrasse un ventesimo della volontà che mette in politica sarebbe già una ex fumatrice».

Se potesse «rubare» un parlamentare del sesso opposto ad un altro partito chi sceglierebbe? Perché?

«Sara Beretta Piccoli per l’indipendenza intellettuale e perché mi sembra una donna coraggiosa».


NOME E COGNOME
Henrik Bang
DATA DI NASCITA
13 aprile 1972
PROFESSIONE
Titolare di un’azienda forestale
in gran consiglio dal 2013