La ricetta Ducry: «una società dove il cittadino sia protagonista»

di Jacques Ducry, deputato in Gran Consiglio e presidente di Numes Ticino

Il deputato e presidente di Numes Ticino Jacques Ducry riflette sulla strage di Nizza, sul tentativo di golpe in Turchia e sul futuro dell’Europa

Siamo ovviamente colpiti, per motivi diversi, dai recenti eventi avvenuti in Francia e in Turchia: il giorno della festa nazionale quando vengono ricordati i principi fondanti della repubblica francese, liberté, égalité, fraternité, per essere stati così crassamente violati, offesi da un padre di famiglia, assassino di 84 persone, di cui 10 minori, il giorno dopo per la violenta repressione (oltre a quella del popolo curdo) da parte del presidente turco e dei suoi giannizzeri verso coloro che (forse) desideravano una Turchia laica e veramente democratica!

Ecco, non dimenticando altri eventi in cui il rispetto umano, la tolleranza, la condivisione dei valori fondanti delle nostre democrazie, della nostra Europa sono stati calpestati – e si scordino questi turchi di entrarci, in Europa! – dovremmo chiederci onestamente come sovvertire la logica del profitto e dei commerci senza limiti – foriera di frammentazione, contrasti, egoismo e odio sociale – per mirare a restaurare i valori che uniscono i cittadini europei, quei valori appunto della rivoluzione francese, per rimettere al centro degli interessi la persona, il cittadino, la società civile. Forse i signori Juncker, Tusk e dintorni desidererebbero fare un passo indietro affinché l’uso della democrazia nei vari Stati torni a essere un vero, nobile valore, in modo che i terroristi, gli Erdogan di turno, unitamente agli Hofer, Le Pen, Farage e accoliti vengano rinviati, democraticamente, ai loro focolari.

Il benessere del Ticino, della Svizzera, dell’Europa dipende unicamente dal ricreare le basi di una società dove il cittadino sia protagonista e non strumento.