“Con la buona volontà di tutti si può rifare l’asse con iVerdi”

Intervista pubblicata il 10 luglio 2016 su “il Caffè”
a Manuele Bertoli, membro del Consiglio di Stato

Si fa opposizione sui temi. Non si va all’opposizione”. Così Manuele Bertoli, consigliere di Stato del Ps, interpreta il nuovo indirizzo che sta prendendo piede nella sinistra.

Anche nel Ps si parla d’opposizione. Lo fa il presidente cantonale Igor Righini, lo fa quello nazionale Christian Levrat. La vede come una svolta?

“No, perché il concetto è fare opposizione sui temi. E questo lo si fa sia dentro che fuori dal governo. Altra cosa è andare all’opposizione. Questa è una caratteristica dei sistemi bipolari, dove c’è una maggioranza che governa e, appunto, una minoranza che è all’opposizione”.

Pensa che si possa ricostruire in Ticino l’asse ‘rosso-verde’?

“Con la buona volontà d’ambo le parti spero di sì. Come si è sempre fatto nel passato, tranne che con la parentesi di Sergio Savoia. Me lo auguro”.

L’ha stupita la svolta ambientalista della Lega di Claudio Zali?

“No. Anzi, sono molto contento che delle persone non di sinistra facciano delle cose di sinistra”.

Ritiene che ci sia sufficiente dialogo all’interno del Ps?

“Sì. Anche se a volte i toni non sono del tutto adeguati, il dialogo ci sarà sempre. Come c’è sempre stato in passato, per la verità”.

Quali qualità deve avere il suo successore? Parliamo del 2023, ovviamente.

“Deve essere pronto a impegnarsi e a lavorare per dimostrare con i fatti quello che ha in testa”.

Lei è stato accusato d’eccessivo statalismo anche per aver ventilato l’ipotesi di acquistare una clinica privata. Che risponde?

“Acquistare aziende, in questo caso cliniche, è una cosa che fanno anche i privati. Il sistema sanitario svizzero, ospedali pubblici e cliniche privati, vive sui soldi pubblici, contributi cantonali e casse malati: in realtà di privato non c’è nulla”.