«Studenti liceali, disparità sociali non accentuate»

Intervista pubblicata il 15 giugno 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Manuele Bertoli, membro del Consiglio di Stato

Quali i prossimi passi della riforma La scuola che verrà?

«Ora si apre una seconda consultazione alla quale possono partecipare tutti tramite il questionario online disponibile fino al 31 luglio 2017 sul sito. A settembre 2017 partirà la fase sperimentale in sei istituti e la riforma verrà estesa nella legislatura 2023-2027».

A che punto è la modifica del Regolamento del liceo che prevede l’introduzione di un nuovo limite massimo delle bocciature? E cosa risponde al SISA che ha lanciato una petizione?

«Siamo ancora in fase di approvazione, ma vorrei tranquillizzare gli studenti: l’entrata in vigore è prevista per il 2017-2018 e sarà graduale. Sulla petizione, non è vero che verrebbe accentuata la disparità sociale, se così fosse sarei il primo a oppormi. Invece sull’inasprimento della concessione della maturità che parrebbe indicare il Consiglio federale sono d’accordo con gli studenti: non è così che si migliora, occorre invece lavorare maggiormente sulla motivazione. Sulla riduzione di alcuni corsi facoltativi al liceo, è una scelta di natura finanziaria. Posso capire che non piaccia, ma visto che qualcosa dovevamo dare anche noi nell’ambito del risanamento finanziario abbiamo preferito toccare attività non necessarie. La formazione non è stata toccata in nessun modo».

In Ticino vi è carenza di docenti qualificati. Siamo in situazione di emergenza?

«Sappiamo di avere un paio di punti più deboli, dove non c’è una penuria ma una minor disponibilità: nelle elementari, situazione che verrà risolta in tempi abbastanza brevi, e in alcune materie delle Medie come la matematica. Per il resto c’è invece il problema opposto, di chi viene lasciato fuori dal DFA per il numero chiuso, fissato in base al fabbisogno. Non cambierò il sistema perché togliendo il controllo si rischierebbe di avere troppi insegnanti disoccupati».