AlpTransit e la Luna

di Bruno Storni, membro del Gran Consiglio

Con l’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo il nostro Paese ha messo in esercizio la più lunga galleria del mondo, con Lötschberg e Ceneri avremo 107 km di gallerie. È la più grande opera della storia della Svizzera che l’ha interamente finanziata, anche se, come ben detto da Angela Merkel a Pollegio, «abbiamo costruito il cuore ma manca l’aorta», ammettendo così i ritardi della Germania nella linea d’accesso e trasbordo, promettendo che faranno al più presto i loro compiti.

La portata dell’evento è stata anche sottolineata da François Hollande: «La Francia, che da sempre ammira le grandi opere tecniche, oggi s’inchina davanti alla Svizzera». Un complimento non da poco.

Effettivamente AlpTransit è un’opera di scala mondiale, realizzata e finanziata da un piccolo, seppur ricco, Paese di 8 milioni di abitanti.

A confronto i 25 miliardi previsti a conclusione del Ceneri sono numericamente uguale a quanto gli USA investirono negli anni 60 del secolo scorso nella prestigiosa sfida tecnologico-politica con l’Unione Sovietica per la conquista della Luna. Allora la prima potenza del mondo sviluppò il più grande sforzo finanziario della storia (guerre a parte) per dimostrare la sua superiorità.

Per lo sbarco umano sulla Luna investirono 25 miliardi di dollari che, aggiornati all’inflazione, oggi sarebbero circa 180 miliardi. Per una popolazione di 200 milioni (anno dello sbarco) sono circa 900 dollari per abitante, la Svizzera per AlpTransit spenderà 3.100 franchi/abitante!

Oltre agli aspetti di prestigio politico, la corsa alla Luna ha permesso agli USA non solo di primeggiare nel campo spaziale, ma ha dato un determinante impulso alla miniaturizzazione elettronica, generando tecnologie e prodotti che ancora oggi, a mezzo secolo di distanza, vede l’industria microelettronica USA al top. Ad esempio Intel che fu fondata proprio negli anni della corsa alla Luna, quando la NASA acquistava il 50% di tutta la produzione mondiale di circuiti integrati.

Lo straordinario impegno USA che aveva dato lavoro a 400.000 persone, una volta raggiunta la Luna, fu drasticamente tagliato: le missioni Apollo 18, 19 e 20 furono cancellate per finanziare la guerra in Vietnam.

Lo sforzo nella ricerca microelettronica negli USA è comunque continuato su spinte militari, tecnologie parallelamente valorizzate da tutta una serie di innovatori che diedero vita a nuove aziende e alla Silicon Valley che può essere considerata un dividendo della corsa alla Luna.

Per la Svizzera, che ha speso pro capite tre volte più degli USA per la Luna, sebbene in 25 anni e occupando meno di 5.000 persone, AlpTransit rappresenta un fondamentale investimento nella sostenibilità: permetterà di ridurre notevolmente il carico ambientale dei trasporti. Proprio nell’anno dell’accordo di Parigi non ci sono più scuse per non attuare la politica di trasferimento e mettere tutto il traffico merci di transito sulla ferrovia. Una sola locomotiva alimentata a energia idroelettrica trasporta 45 TIR non facendoli attraversare su strada il nostro Paese arrampicando 500 metri più in alto, spinti da inefficienti motori diesel.

AlpTransit è un gioiello tecnologico frutto di avanzate competenze in vari campi, dall’ingegneria civile alla geomatica, alla geologia, all’elettronica, alla meccanica, sviluppate nelle nostre scuole a conferma dell’alta qualità: rappresenta il dividendo degli investimenti nel nostro sistema formativo.