Malala, la saggezza, e il coraggio

di Françoise Gehring

Tutti noi abbiamo davanti agli occhi Malala, la giovane pakistana assurta ad emblema di resistenza contro la violenza e l’oscurantismo dei talebani. Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace, ha detto: “Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo. L’istruzione è la sola soluzione ai mali del mondo. L’istruzione potrà salvare il mondo”.

L’istruzione e l’educazione sono davvero il bene più prezioso. Lo è negli angoli remoti del pianeta, dove va rivendicato con forza. Ma vale anche in questa parte di mondo, dove educazione e istruzione sono date per scontate. Valori indiscussi che proprio per questo possono e devono essere migliori per assicurare un futuro alle giovani generazioni. Ed è quello che si prefigge l’iniziativa popolare “Rafforziamo la scuola media, per il futuro dei nostri giovani”.

Una scuola media rafforzata è un investimento basilare per tutti, che farà risparmiare ingenti spese alle famiglie, al Cantone e ai Comuni. Basti pensare ai costi della disoccupazione giovanile, alla situazione dei giovani in assistenza e a tutti i costi generati dall’insuccesso scolastico degli allievi delle scuole medie. È una realtà su cui non si può chiudere gli occhi. Perché chiuderli equivarrebbe ad ipotecare pesantemente il futuro dei nostri e delle nostre giovani.

È assolutamente necessario un cambio di passo, investendo energie e risorse in modo intelligente nel futuro, guardando avanti con coraggio. Quel coraggio che anima come un fuoco sacro Malala, ma che spesso manca alle nostre società, troppo abituate ad amministrare il dovuto e meno pronte a grandi visioni. Certo i due mondi sono distanti, ma la sfida della formazione dei giovani non conosce confini, è un valore universale e deve rimanere una priorità per tutti. L’iniziativa in votazione del 5 giugno rappresenta, con la sue proposte concrete e sostenibili, un passo nella giusta direzione.