Liberi di non cedere a nessun ricatto grazie al reddito di base

di Carlo Zoppi, vicepresidente del PS Lugano

Per l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz la produttività del lavoro è aumentata negli ultimi quarant’anni a un ritmo assai superiore rispetto a quello dei salari reali. È sotto gli occhi di tutti come ormai ci sia sempre meno bisogno della manodopera umana per generare quei beni e servizi necessari a soddisfare i nostri bisogni. Il Reddito di base incondizionato potrebbe rivelarsi una nuova risposta alla crisi che stiamo vivendo basato sulla giustizia e, contrariamente alle apparenze, alla necessità di realismo economico.

La globalizzazione sposta impieghi dove costano meno e la robotizzazione sostituisce una grossa parte dei lavori fatti ora dagli uomini. Chi avrà competenze specifiche manterrà il proprio impiego, gli altri dovranno accontentarsi. I lavoratori poco qualificati e i giovani saranno purtroppo i primi a subirne le conseguenze. Chi è entrato in questo decennio nel mercato del lavoro guadagnerà il 20% in meno della generazione precedente. Gli esclusi dal sistema produttivo sempre più esigente non potranno essere lasciati alla sola assistenza.

Oggi ci dicono che l’abnegazione professionale si traduce sempre in un’accelerazione dei percorsi di carriera e chi lavora duro avrà successo. I fatti dicono altro. La meritocrazia spesso soccombe ad altri fattori meno nobili. Molti laureati finiscono bloccati in una spirale di stage sottopagati, moderno schiavismo che difficilmente viene giustificato dalla necessità di acquisire esperienza.

Quante volte è successo di dover accettare un lavoro sottopagatoperché non si poteva dire di no? Quante volte il nostro capo ha detto: “o accetti la diminuzione di stipendio o ne trovo uno al tuo posto che fa lo stesso con meno”? Se avessimo un reddito sicuro a fine mese su cui contare in caso di necessità non saremmo più costretti a cedere a questo genere di pressioni. Avere un reddito di base ci permetterebbe di restare più tempo a casa con i nostri figli invece di lasciarli ai nonni e trascurarli. Potremmo occuparci di loro, educarli, evitare che prendano brutte strade e che creino costi per la collettività. Curare la famiglia è un lavoro indispensabile per la nostra società ed è giusto che sia retribuito.

Le leggi dell’economia non sono dogmi imposti dalla natura. Sono state create dall’uomo e abbiamo la facoltà di cambiarle. In teoria siamo perfettamente liberi di rifiutare una proposta lavorativa indecente. Nella realtà non possiamo essere veramente liberi se non emancipandoci dall’estrema necessità economica e dalla dipendenza dai datori di lavoro. Il reddito di base è una rivoluzione radicale economica, sociale e culturale, così come 150 anni fa lo fu l’abolizione della schiavitù. Anche allora giudicata una misura irresponsabile ed economicamente insostenibile dagli schiavisti, ma che ci ha permesso di trovare nuovi campi di sviluppo non basati sul benessere di pochi e lo sfruttamento di molti.