Sanità: un bene pubblico da salvaguardare

di Alessandro Robertini, presidente del PS Bellinzonese

Distinguere tra beni commerciali e beni di primaria importanza che non possono essere lasciati al libero arbitrio del mercato è una peculiarità fondamentale di qualsiasi democrazia, che tale osa definirsi, tenuta a garantire le risorse di base per un trattamento equo e dignitoso di tutti i cittadini.

Acqua potabile, gestione dei rifiuti, distribuzione di energia elettrica e quant’altro sono beni necessari che difficilmente potremmo immaginare di lasciare nelle mani dell’economia privata. Tra queste c’è anche la sanità, tassello fondamentale della nostra società, che deve garantire la miglior qualità di cura ad ogni persona indistintamente e indipendentemente dal ceto sociale e dal luogo di residenza.

Questo principio verrebbe messo in forte discussione se il prossimo 5 giugno dovesse venir accolta la revisione della legge sull’ente ospedaliero cantonale (Leoc) concernente la nuova pianificazione, votata lo scorso dicembre a stretta maggioranza dal Gran Consiglio. I previsti partenariati pubblico/privato 50/50 tra l’ospedale regionale di Lugano (Eoc) e la clinica Sant’Anna (privata) rispettivamente tra la Carità di Locarno (Eoc) e la clinica Santa Chiara (privata) non costituiscono un rafforzamento del servizio pubblico ospedaliero, come sostenuto dai promotori, bensì un chiaro assoggettamento della sanità alle logiche di mercato e del profitto con un aggravio di pressione sul personale medico che sarà maggiormente predisposto all’errore.

Prova ne è il recente grave caso avvenuto proprio alla clinica Sant’Anna appartenente al gruppo di cliniche private Genolier, che opera secondo principi manageriali e di massimo profitto. Gli ospedali di Acquarossa e Faido subirebbero inoltre un forte declassamento con la chiusura del Pronto Soccorso e lo smantellamento del settore acuto. Il rischio di avere una sanità di serie A, appannaggio di chi vive nei centri e ha una certa disponibilità, e una di serie B è dietro l’angolo.

La sanità non è un “optional” ma è e deve restare un bene pubblico, prova ne è il fatto che ogni cittadino residente in Svizzera è tenuto indifferentemente ad essere assicurato alla cassa malati sin dalla nascita.

Per salvaguardare questo privilegio è fondamentale votare No alla revisione della Legge sull’ente ospedaliero cantonale (Leoc) e Sì all’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali!”.