«Non trasformiamo gli ospedali in società anonime»

di Franco Cavalli

Siamo ormai agli sgoccioli della campagna per la votazione del 5 giugno sulla revisione della legge EOC, campagna che è stata tra l’altro caratterizzata da una crescente pressione esercitata dalla dirigenza EOC sul personale medico ed infermieristico degli ospedali, al fine di spingerlo a schierarsi per il si o per lo meno ad evitare che sostenessero il no. Oltrettutto i nostri ospedali pubblici sono stati invasi da materiale propagandistico per il si, tanto che i pazienti nelle centinaia di ambulatori sono stati sommersi da volantini, un comportamento questo eticamente più che dubbio.

Ma veniamo alla sostanza del problema. Mentre già oggi la collaborazione tra EOC e strutture private è ben possibile ed esiste in molti casi, la nuova legge intende andar ben al di là, permettendo la creazione di società anonime ed implicitamente anche l’esternalizzazione di servizi (che sarebbero sicuramente solo quelli redditizi!) di EOC, da appaltare in futuro ai privati. Sulla base di documenti inoppugnabili, si sa che sono già pronti i piani per creare almeno due società anonime: una locarnese tra l’Ospedale La Carità e la Clinica Santa Chiara, l’altra a Lugano tra l’Ospedale Civico e Sant’Anna, gestita quest’ultima da Genolier, nota per le sue speculazioni immobiliari e la sua abitudine a disdire ogni contratto collettivo di lavoro. Ma c’è anche dell’altro in preparazione: se la nuova legge venisse accettata, è sicuro che il Cardiocentro, che secondo gli accordi stabiliti al momento della sua creazione entro il 2020 dovrebbe rientrare nell’ambito dell’EOC, non farà questo passo, ma bensì si creerà un’altra società anonima che lo gestirà.

La dirigenza EOC, nei suoi innumerevoli comizi interni, ha insistito anche parecchio sul fatto che, se la legge non viene approvata “diminueranno i posti di lavori”. Evidentemente è il contrario che capiterebbe: tutti sanno, che quando si privatizza e si creano società anonime, la prima conseguenza è la diminuzione dei posti di lavoro. Non per niente l’unico medico ticinese membro del Consiglio di Amministrazione di EOC, il dottor R. Malacrida, ben conoscendo la struttura sanitaria ticinese, si oppone a questa revisione di legge e fa parte dei tanti medici che hanno creato il comitato per un NO alla revisione della legge. A questo punto ci si può chiedere quali siano le intenzioni della dirigenza di EOC. E ciò non da ultimo perchè scorrendo la lista degli aderenti al comitato per il SI, troviamo diversi personaggi del mondo della sanità ticinese, che da anni hanno fatto di tutto per indebolire lo stesso EOC. Per tutte queste ragioni vi invito caldamente a deporre un chiaro NO nell’urna sulla revisione della legge EOC.