«Con meno risorse si taglieranno le prestazioni»

Intervista pubblicata il 24 maggio 2016 dal “Corriere del Ticino”
a Marina Carobbio Guscetti, consigliera nazionale

Gli automobilisti sono davvero delle vacche da mungere?

«No, è un’argomentazione ad effetto ma totalmente errata. Le imposte sui carburanti e le altre che gli automobilisti devono pagare sono ferme da decenni, per cui se si fa il calcolo attualizzato, ossia se si tarano gli importi che si pagano oggi con l’inflazione, si scopre che rispetto al 1970 pagano circa il 50% in meno, non certo di più».

Cos’è che non va in questa iniziativa?

«Soprattutto il fatto che creerà un buco di 1,5 miliardi l’anno nelle casse della Confederazione. E i soldi che mancheranno andranno a scapito dei trasporti pubblici e altri settori, come la ricerca e la formazione. Ciò avrebbe inoltre importanti ripercussioni anche sui Cantoni».

Le imposte sui carburanti sono federali. Perché dovrebbero dunque essere colpiti anche i Cantoni?

«Perché la Confederazione, che sta già effettuando risparmi importanti che per di più secondo il consigliere federale Maurer non sono sufficienti, sarà costretta a tagliare ancora di più. Se come annunciato verranno a mancare 250 milioni per le sovvenzioni nei trasporti pubblici, è chiaro che o ce li metteranno i Cantoni, o gli utenti tramite aumenti del prezzo dei biglietti, oppure verranno toccate le prestazioni e forse soppresse delle linee, in particolare quelle delle regioni periferiche, come era già stato previsto anni fa (la misura fu poi ritirata). Lo stesso discorso vale per la ricerca e la formazione: se mancano 400 milioni, una parte dei risparmi si faranno anche sulle spalle dei cantoni universitari. E il Ticino, cantone periferico e universitario, sarebbe doppiamente penalizzato».

In linea di principio non è corretto che una tassa causale come quella degli oli minerali vada a finanziare quello per cui è stata prelevata?

«Ma non è mai stato così, né è così negli altri Paesi a noi vicini, dove nessuno privilegia in modo così importante il traffico stradale. Oggi in Svizzera oltre il 70% di tutto quello che gli automobilisti pagano (imposta sugli oli minerali, supplemento e vignetta autostradale) è vincolato al traffico stradale, non va a finanziare il budget globale della Confederazione».

In caso di sì all’iniziativa cambierebbe la politica dei trasporti federale?

«Probabilmente sì. In effetti la Svizzera ha sempre portato avanti una politica di trasporto combinata, che alla strada affianca altri mezzi di trasporto, ai trasporti privati quelli pubblici, una politica sempre plebiscitata dalla popolazione. Se noi facciamo mancare soldi in maniera così importante agli altri vettori e all’ente pubblico, di fatto si favorirà il trasporto privato su strada a scapito dei concorrenti. Non dimentichiamo poi che il Consiglio federale ha fatto una proposta per risolvere i problemi della rete stradale, che viene appunto considerata un controprogetto indiretto all’iniziativa».

Il FOSTRA. A voi andrebbe bene?

«La proposta del Consiglio federale sì. Per quanto riguarda l’esito parlamentare bisognerà aspettare: le discussioni infatti sono in corso e termineranno dopo il 5 giugno».

Dal 6 giugno una marea di milioni in più per le strade. Ci sono già progetti pronti oppure si fa cassa e basta?

«No, non c’é alcun progetto preciso in vista. Questo è un altro limite dell’iniziativa, che vuole di fatto togliere soldi all’ente pubblico per riversarli semplicemente sulle strade senza sapere che farne!».