Asilo, la legge delle soluzioni

di Carlo Lepori, membro della Direzione del Partito Socialista

Le innumerevoli revisioni della Legge sull’asilo, tese a rendere sempre più difficile in Svizzera l’esercizio di un diritto umano fondamentale, sono sempre state contrastate, senza successo, con referendum lanciati dal PS e dagli ambienti umanitari. Ora siamo di fronte a un interessante rovesciamento delle parti. La destra estrema e populista di Lega-UDC è contraria, mentre noi diciamo sì. Visto che la revisione è sostenuta anche dagli altri partiti, ora solo chi ha fatto dei profughi il suo tema dominante si oppone.

La legge sottoposta alla votazione popolare è il frutto di decenni di restrizioni crescenti. Anche le modifiche proposte dal decreto urgente dell’ultima votazione sul tema nel 2013 (per esempio la non ammissione dei disertori e l’impossibilità di accogliere le richieste in ambasciata) rimangono in vigore. Perché dunque sostenere questa riforma? Da una lato una bocciatura non farebbe che confermare la legge in vigore, senza portare quindi alcun miglioramento alla situazione dei rifugiati. Dall’altro troviamo qui per la prima volta soluzioni concrete ai problemi posti dall’afflusso dei profughi. La durata della procedura è sempre stata giustamente criticata: per i costi causati dalla lunga durata ma ancor di più per le sofferenze di chi dopo parecchi mesi o anni di permanenza in Svizzera viene a sapere che deve tornare nel suo paese. La proposta elaborata da Simonetta Sommaruga, approvata dal Consiglio federale e dal Parlamento prevede una procedura rapida ma corretta, basata sulla realizzazione di centri federali di esame e procedure accelerate con garanzia giuridica. È già stato realizzato un centro pilota a Zurigo, in funzione dall’inizio 2014: una valutazione esterna ha confermato che la nuova procedura dura il 40% in meno, registra un terzo in meno di ricorsi e favorisce il rientro spontaneo. Perché si oppone allora la Lega-UDC? Preferisce i problemi, da sventolare davanti ai suoi seguaci, alle soluzioni concrete? È infastidita che una socialista sia riuscita finalmente a gestire un po’ meglio il problema dei suoi predecessori?

In realtà la Lega-UDC si rende conto che non ha argomenti validi e ha già deciso di non fare campagna con inserzioni sui giornali. Importante è stato raccogliere firme per il referendum sotto le elezioni nazionali: al motto «no agli avvocati gratis».

Argomento ridicolo se non fosse disonesto: i richiedenti l’asilo avranno diritto a un’assistenza giuridica di persone che lavorano per i centri a tariffe forfettarie. D’altra parte uno Stato di diritto non può negare aiuto a chi non conosce le lingue nazionali e ha pochi giorni per decidere se presentare ricorso. Per la votazione, la Lega-UDC ha passato la patata bollente all’associazione di proprietari di casa di Zurigo, che ha scoperto il diritto della Confederazione di procedere a espropri per realizzare i suoi scopi; possibilità che la Confederazione ha in molti campi e che non è mai stata contestata. Argomento penoso se usato per far paura ai proprietari di case, che non sono certo adatte ad ospitare alcune centinaia di profughi. In conclusione voteremo sulla prima revisione della Legge sull’asilo che introduce elementi positivi per la Svizzera e per i profughi: un sì è l’unica risposta possibile.