Sì, per scuole medie a misura di allievi

di Linda Cortesi, responsabile scuola VPOD

Il 21 febbraio 2011 i deputati liberali radicali Christian Vitta e Riccardo Calastri proponevano con un’iniziativa parlamentare di limitare a 450 il numero di allievi per sede di scuola media, ritenendolo un “investimento giustificato”. Altro che follia, come scrive di recente un editorialista del Corriere del Ticino! Vitta e Calastri scrivevano: “Un settore particolarmente delicato della scuola ticinese è quello della scuola media, dove si avvertono i maggiori disagi, sia da parte dell’utenza – allievi e famiglie – sia da parte degli operatori – docenti, direttori, altri collaboratori.

Una proposta che potrebbe contribuire a migliorare la situazione è la limitazione del numero di allievi per sede”. Aggiungasi che questo tema era già stato oggetto di una mozione, nel giugno 2001, dei deputati Michele Morisoli, Riccardo Calastri, Graziano Pestoni e Massimo Ferrari. Il tempo passa, ma le soluzioni ai problemi della scuola media si rimandano per anni e anni.

L’editorialista del Corriere del Ticino vorrebbe anche farci credere che l’iniziativa popolare “Rafforziamo la scuola media – Per il futuro dei nostri giovani” sarebbe troppo precoce e inutile. Peccato che l’iniziativa popolare sia stata depositata 5 anni fa e che siano semmai le istituzioni politiche del Cantone ad essere lente ed inconcludenti. Tranquillizziamo anche chi teme per il progetto varato di recente dall’on. Bertoli (La scuola che verrà): se il progetto troverà il consenso dei docenti, dei genitori e dei politici, andrà avanti ancora meglio (e non peggio) nel caso possa poggiare su una scuola media forte, come chiede l’iniziativa popolare, grazie al fatto di investire in classi limitate a 20 allievi, mense e doposcuola, orientamento scolastico e professionale potenziato, docente di classe in grado di lavorare bene, biblioteche aperte maggiormente e sedi meno grandi. L’iniziativa popolare viene prima de La scuola che verrà e non chiede affatto la luna, ma di recuperare un ritardo storico, che pone purtroppo il Ticino agli ultimi posti nella spesa scolastica. Se passerà l’iniziativa, torneremo ad investire in tutta la scuola ticinese. Come si possono spendere miliardi per le vie di comunicazioni, così si possono trovare alcune decine di milioni per la scuola, non già domattina, ma secondo un programma ragionato nei prossimi 5-10 anni (ricordiamoci anche che per progettare e costruire una scuola ci vogliono 10 anni!). Votiamo quindi Sì il 5 giugno.