«Ma non sarà una linea fine a se stessa»

Intervista pubblicata il 18 maggio 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Marina Carobbio Guscetti, consigliera nazionale

Come mai il Presidio sollecita in blocco un nuovo mandato?

«Si è deciso di avere un ampio spettro delle posizioni interne, proprio per fronteggiare meglio la deriva a destra, che è la nostra maggiore preoccupazione. Sono rappresentate tutte le aree linguistiche e i temi che il partito porta avanti. Lo stesso Levrat ha detto di essere più motivato che mai».

Cosa significa fare una politica di opposizione in un sistema di concordanza?

«Nella scorsa legislatura abbiamo dimostrato di essere disponibili a trovare soluzioni e al compromesso, perché c’era la possibilità di costruire alleanze con le forze di centro. Oggi non è più possibile. Lo provano i primi sei mesi: da proposte minime come il no al congedo paternità di due settimane alla moratoria sugli studi medici a oggetti più grossi come la Riforma III delle imprese e i rischi che pendono sulla previdenza vecchiaia. Se non riusciamo a trovare una soluzione in Parlamento useremo il referendum».

Opposizione sì ma non sistematica?

«Se su questi temi si trova un accordo non ci appelleremo alle urne o lanceremo iniziative. Ma se non lo troveremo ricorreremo alla democrazia diretta».

In passato contestavate all’UDC di fare una politica di opposizione. E adesso che la fate voi?

«L’UDC aveva sistematicamente attaccato il Dipartimento delle finanze ed Eveline Widmer-Schlumpf per l’esclusione dal Governo di Blocher. Noi continueremo a lavorare e saremo pronti a discutere. La nostra non sarà un’opposizione fine a se stessa. D’altra parte, solo pochi mesi fa abbiamo sostenuto la legge sull’asilo proposta dalla nostra consigliera federale e che è frutto di un compromesso».

Ma è pagante invocare ancora il nemico di destra?

«Prima delle elezioni avevamo reso attenta la popolazione al rischio di una svolta a destra. Nei fatti vediamo che non era un discorso propagandistico. Quando la popolazione vedrà che si aumentano i mezzi per l’esercito, si fanno regali ai ricchi azionisti e si risparmia su temi centrali come la previdenza, si renderà conto di cosa significa. Useremo i diritti popolari e i cittadini diranno la loro».

Gi.Ga.