di Jacques Ducry, membro del Gran Consiglio

Je t’écris, du coeur, ces petites pensées, tout juste 20 anni dopo che ci hai fisicamente lasciati.

Non sono a conoscenza se altri ti abbiano reso partecipe della triste involuzione della vita politica e partitica di questa nostra République, poco laica, poco giusta, poco libera, poco solidale, poco aperta, dai rapporti umani grettamente rivolti a immeritate occupazioni di posti, con, spesso, remunerazioni pubbliche e private. Dove sono finiti i laici principi di un radicalsocialismo alla Rosselli, alla Mendès-France, alla Delors che hanno pure pensato e costruito un’Europa tendente alla giustizia sociale e alle libertà individuali, che hanno promosso alleanze propositive con le altre componenti dell’area progressista; oggi, dentro e fuori i nostri confini, vi è un centrosinistra lacerato da personalismi e presunte differenze nonché da eccessive ambizioni personali che lo stanno distruggendo lentamente, inesorabilmente.

Che fare? Le abbiamo provate (quasi) tutte, con te, Argante e altri nell’allora PLR, poi creando con amici socialdemocratici “Incontro democratico”, di cui saresti stato “testa pensante” con Diego Scacchi, poi mettendosi a disposizione a Bellinzona e a Lugano quali indipendenti Ps, con flatteur succès éléctoral, ma proprio questo fatto ci ha creato (quasi) solo problemi con le strutture partitiche… pur agendo solo per i principi e per la loro applicazione. Oggi il rispetto, la generosità, l’altruismo non valgono quasi più, senza pensare poi ai valori fondanti dell’Europa, ai quali dobbiamo saper tornare; “Giustizia e Libertà” vengono sempre più declinate ad personam e pro domo propria, con manifestazioni d’invidia, insofferenza, tirchieria sovrane nei “cerchi magici” del potere e dei carrierismi.

I giovani vengono usati e, se non allineati, buttati, altri sfruttati per la loro buona fede e per il loro idealismo, il tutto nell’ambito di uno squallido mercato di poltroncine strapuntini… ma loro non hanno capito che l’effimero li sta devastando, che i travasi di bile li stanno avvelenando, che per tutti ci sarà il “finale di partita” ma che non verranno ricordati per azioni nobili e generose. Cher Fred, sei riuscito a coltivare e arricchire le persone a te vicine con lettere, articoli, discorsi, “momenti” conviviali diurni e notturni, aussi à Paris où ta lumière était soeur de la sienne, avec les textes et les mélodies d’Edith Piaf, quelle nostalgie! Ci hai lasciato un’eredità etica e politica che continueremo a difendere, applicare e diffondere nei modi che riteniamo più giusti, più liberi anche di quella zavorra che li vuole affondare.

On chantait “Je ne regrette rien”, n’est-ce pas My Lord, abbiamo ancora tanta forza e passione per onorare i principi dei “radicaux de gauche”, senza ambiguità, con giusta libertà e solidarietà, pour les citoyens, pour ta mémoire!