Sì al miglioramento della Scuola media

di Graziano Pestoni, presidente dell’Uss – Ticino e Moesa

La Scuola media, in questi giorni è stato detto e ripetuto da molti, costituisce un momento particolarmente importante e delicato nella formazione e nella crescita dei giovani. Per la fascia di età dei ragazzi e delle ragazze. Per la difficoltà di scegliere una via ulteriore, in un mondo del lavoro precario, incerto, sempre meno accogliente. Per il confronto con culture sempre più diverse.

L’iniziativa sulla quale siamo chiamati a votare il 5 giugno tocca quindi un settore particolarmente delicato per il futuro dei nostri giovani. La nostra società potrà affrontare meglio le sfide del futuro se potrà disporre di cittadini, non solo adeguatamente formati, ma pure in grado di assumere responsabilmente le proprie scelte.

Da questo profilo, l’iniziativa dà adeguate riposte non solo all’aspetto scolastico, attraverso per esempio il miglioramento dell’orientamento scolastico e professionale oppure la differenziazione pedagogica, bensì anche ad altri ambiti, importanti sia dal profilo scolastico, sia dal profilo della crescita personale. Pensiamo alle classi meno numerose, ad un sostegno pedagogico più efficace, al maggior ruolo del docente di classe, a sedi meno numerose, all’accesso agli spazi scolastici per attività senza scopo di lucro. Ma pure alle mense, che non sono solo luoghi in cui ci si rifocilla, ma dove si socializza.

È interessante constatare che gli oppositori formulano solo tiepide critiche alle singole misure. Essi fondano la loro opposizione prevalentemente sui costi. L’iniziativa sarebbe inaccettabile, soprattutto in un momento in cui le finanze del Cantone non sarebbero floride. È vero, da anni le finanze del Cantone suscitano preoccupazioni. È forse utile ricordare tuttavia che sono proprio coloro che invocano la gravità della situazione finanziaria ad aver promosso negli scorsi anni, sia a livello cantonale, sia a livello federale, assurdi sgravi fiscali per i detentori di sostanze e redditi elevati.

Liniziativa comporta al termine della sua implementazione completa, che necessiterà di vari anni per formare i docenti necessari e adeguare tutte le scuole, un costo finale di 45 milioni di franchi all’anno. L’equivalente del reddito annuo di due top manager delle multinazionali svizzere. A prima vista si tratta di una cifra importante. Ma rappresenta solamente il 5% del costo totale della spesa scolastica nel nostro Cantone. E solamente un 1,2% della spesa complessiva del nostro Cantone. È veramente troppo per il nostro futuro?