Il Sopraceneri snobbato dalla pianificazione ospedaliera

di Alberto Casari, membro della direzione del PS Ticino

Il prossimo 5 giugno saremo chiamati ad esprimerci sulla nuova pianificazione ospedaliera cantonale.

Alcuni aspetti preoccupano il Sopraceneri, nonostante alcuni politici ben addentro alla pianificazione asseriscano che questa pianificazione porta avanti un discorso Ticino e non una spartizione fra Sopra e Sottoceneri. Quanto emerge dal Messaggio governativo, confermato dal rapporto di maggioranza, induce a pensare che si vada in tutt’altra direzione. Infatti per garantire maggior efficienza si propongono spostamenti di discipline da Bellinzona a Lugano.

Ciò non avviene invece da Lugano verso Bellinzona o Locarno anche laddove ci siano discipline d’eccellenza a Bellinzona. Si trasferisce la chirurgia vascolare, la chirurgia viscerale complessa, l’ortopedia, la ginecologia che è prevista al S. Anna e ciò già attualmente causa una perdita di attrattività per tutti quei professionisti che possono garantire l’eccellenza all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. Questi trasferimenti creeranno un effetto domino su altri reparti dell’Ospedale come per esempio le cure intense, l’anestesiologia e la radiologia.

Se tutto ciò verrà accettato in votazione popolare il prossimo 5 giugno, significa che il progetto di costituzione di un ospedale cantonale pediatrico al San Giovanni (neonatologia a livello elevato) cadrà. Perché senza un reparto di ostetricia specialistico non è possibile creare un reparto di neonatologia di livello elevato perché ciò ha senso solo nel caso in cui si costruisse a Bellinzona un centro completo: donna-madre-bambino, ma stranamente la pianificazione propone la creazione di un polo identico nel Sottoceneri (Ospedale Regionale Lugano e Clinica S. Anna).

Un altro elemento che lascia perplessi è la decisione di sopprimere i due reparti di medicina interna (60 letti) presso gli ospedali di Acquarossa e Faido. Ospedali che è bene ricordare fanno parte dell’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Questa è la diminuzione di letti più importante proposta con la nuova pianificazione! Ciò comporterà un sovraccarico inevitabile del reparto di medicina a Bellinzona che già oggi è affollato. Già nella situazione attuale Bellinzona trasferisce 400-500 pazienti all’anno verso i due nosocomi di valle proprio perché la situazione al San Giovanni è satura.

Si direbbe che l’attuale politica sanitaria del cantone si orienti in un’unica direzione e se questa logica dovesse prevalere, per esempio, in futuro si dovrà scegliere se, come descritto poc’anzi, il polo donna-mamma-bambino sarà concentrato al Polo pediatrico del San Giovanni o a Sorengo. Ancora una volta dove ricadrà la scelta?

La ginecologia oncologia in relazione alle nascite ed al trattamento oncologico creano un abbinamento molto interessante Iosi-Maternità. Quindi il Polo pediatrico arricchito con la specialità della ginecologia oncologica aumenterebbe il prestigio del polo bellinzonese, ma la pianificazione garantisce la presenza di queste specialità a Bellinzona fino al 2017-2020, creando di fatto una situazione di precarietà. Il doppione che si verrà a creare con il centro donna-madre-bambino presso la Genolier di Sorengo già ci dice cosa accadrà anche per queste specialità nell’immediato futuro.

Il prossimo 5 giugno questa pianificazione ospedaliera va respinta e ripensata per dare a tutte le regioni del Ticino pari opportunità.