L’esercito al confine. Ma è necessario?

di Matteo Muschietti, presidente del PS Mendrisiotto

Tutti ne parlano. Sovente sono fermato per strada da gente comune che mi chiede un parere: è giusto secondo te chiamare l’esercito a pattugliare le frontiere qui nel Mendrisiotto? Ebbene secondo il mio parere, prima di chiamare l’esercito è meglio ricordarsi che abbiamo un corpo di polizia ben strutturato, formato da agenti preparati per qualsiasi intervento che operano in modo molto proprio.

Da non sottovalutare il corpo guardie di frontiera che è pure composto da uomini preparati pronti ad intervenire con la dovuta serietà. Assieme polizia e guardie di confine svolgono un lavoro valido atto al controllo dei flussi di popolazione provenienti dalla vicina penisola italiana. Per il momento non esistono segnali per avere l’esercito qui nel Mendrisiotto. Tutti i giorni unitamente polizia e guardie di confine eseguono blocchi in punti strategici con l’ausilio di decine di agenti. È giusto prevenire e mostrare che in caso di necessità siamo pronti a intervenire in modo efficace.

Non ho mai visto tante auto in circolazione sulle strade del nostro distretto delle polizie comunali, cantonali e delle guardie di confine.

Secondo il mio parere è auspicabile infoltire questi due corpi con la linfa di nuovi agenti preparati affinché in caso di necessità siano pronti ad intervenire con la massima efficienza. In questi momenti dove i nostri giovani non trovano un posto di lavoro, essere assunti come agenti di polizia o come guardia di confine è una alternativa più che valida. Quando escono i concorsi per questi posti di lavoro sono centinaia di giovani ticinesi che inoltrano la loro candidatura. È un occupazione molto ambita.

Uno Stato di diritto come il nostro deve dotarsi di un corpo di polizia e di guardie di confine efficace sotto tutti gli aspetti. A mio avviso l’esercito non è pronto per questo compito al momento. Ci vogliono professionisti formati che sappiano agire in modo competente. Dopo tutto abbiamo a che fare con esseri umani che cercano un posto al sole perché a casa loro il sole non splende più.