Megapolemica per un microcredito

di Bruno Storni, membro del Gran Consiglio

Penosa, a dir poco, la lunghissima discussione per il microcredito da 58 milioni/anno per il trasporto pubblico (TP), su 3’500 mio delle spese del Cantone, andata in scena recentemente in Gran Consiglio. Penosa se si pensa che lo stesso giorno il presidente del CdS ha presentato alla stampa i festeggiamenti per l’apertura della Galleria del San Gottardo oppure all’emendamento inserito nel rapporto sull’aggregazione della Riviera, votato nella medesima riunione, per sollecitare la Confederazione a mettere in galleria AlpTransit in Riviera (roba da 3-400 milioni).

Solo l’1,6 per cento

Ricordo che il Cantone, attraverso la sezione della mobilità, gestisce e promuove quanto previsto dall’art 1 della Legge sui trasporti pubblici per permettere alla popolazione un’adeguata mobilità su tutto il territorio cantonale e migliorare il rapporto tra l’uso del TP e quello individuale motorizzato. Il TP regionale, che rappresenta l’1,6% delle spese del Cantone, offre un servizio pubblico ai 30-40mila pendolari che giornalmente ne fanno uso, sgravando le nostre congestionate strade, e contribuendo a migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità nel nostro cantone. 1,6% per il TP in un cantone che si sveglia ogni mattina con strade cronicamente intasate e treni strapieni è tutt’altro che un lusso, direi che è poco. Sulla situazione della mobilità in Ticino, sappiamo che malgrado gli sforzi di sviluppo del TP attuati negli ultimi anni, abbiamo ancora un forte ritardo da colmare. È solo da un anno che anche il Bellinzonese ha un TP su gomma minimamente adeguato per un agglomerato del Ventunesimo secolo.

Più auto che abbonamenti

Che l’offerta del TP in Ticino sia ancora insufficiente, lo dimostra la bassa incidenza per rapporto al traffico individuale motorizzato: siamo sotto il 10%, lontani dal 20% della media nazionale e lontanissimi dal 50% di alcune città svizzere. Le città ticinesi, che crescono numericamente ad ogni aggregazione, se valutate sull’uso del TP, rimangono disordinati agglomerati di periferia con una mobilità antiquata. In cifre le nostre città hanno tassi di motorizzazione tra i più alti della Svizzera e oltretutto in crescita. Mendrisio 659 auto per 1’000 abitanti, Lugano 608, Bellinzona 595, solo Locarno con 483 si avvicina alle città d’Oltralpe. Negli ultimi anni le automobili in circolazione sono ancora cresciute più dei nuovi abbonamenti Arcobaleno. Nel 2015 avevamo 12’800 abbonamenti per adulti, contro i circa 9’800 di 4 anni fa. Una crescita di circa 3’000 unità o 750 per anno: tanto o poco? Dipende dai punti di vista, ma se confrontiamo con la crescita della motorizzazione, vediamo che il numero delle automobili in Ticino, nel medesimo periodo è aumentato di circa 3-4’000 all’anno.

Ripicche politiche

C’è quindi ancora molto da fare e la prossima apertura della Galleria di Base del Monte Ceneri (1 miliardo pagato dalla Confederazione più altri 500 milioni per accessi, stazioni, raddoppio Tenero-Contone ecc.) porrà definitivamente le basi per un’offerta di TP che non lascerà più scuse, e che dovremo assolutamente sfruttare. Anche i Piani regionali dei trasporti dei Programmi d’agglomerato prevedono nuove fermate Tilo e nuove o più frequenti linee autobus. In questo senso, i 58 milioni a carico del Cantone sono un microcredito che rappresenta meno di quanto le Ffs spendono per la gestione e la manutenzione della rete ferroviaria nel nostro cantone. Microcredito che, dipenda o meno da “roadmappe” salvafinanze o alternative tasse di collegamento, non andava preso in ostaggio per ripicche politiche postelezioni. Si è persa un’occasione per dibattere e conoscere lo stato e gli sviluppi del trasporto pubblico in Ticino