Gli Accordi bilaterali e i «danni alle persone»

di Raoul Ghisletta, membro del Gran Consiglio

Con il 63% di no lo scorso 28 febbraio nel Canton Zurigo è stata respinta un’iniziativa che voleva permettere al Governo di bloccare i cantieri edilizi, nel caso di sospetti di dumping salariale. Si vede che la maggioranza dei cittadini zuirghesi, malgrado il clamoroso scandalo registrato sul cantiere della stazione di Zurigo (2013), pensano che tutto in fondo vada bene nel mondo del lavoro e che i Bilaterali portino solamente dei vantaggi: e se tale non fosse il caso, i «danni alle persone» – come si definiscono gli incidenti con morti e feriti sui binari – non devono mettere in questione il dogma sacrosanto del liberismo e della libera circolazione. È la propaganda che da anni il Partito liberale e le associazioni economiche diffondono in questa nazione, alimentando la crescita della destra xenofoba e populista.

Una propaganda di cui sono ostaggio e vittima anche i sindacati nazionali e il Partito socialista svizzero: purtroppo questi ultimi, malgrado i proclami, non riescono ad avanzare seriamente nella tutela dei lavoratori più deboli e non riescono a fare in modo che vi sia sufficiente lavoro a condizioni svizzere per i residenti meno qualificati e per i giovani. E malgrado i loro insuccessi, che da politici diventano sempre più elettorali, sono pronti a votare nuove estensioni della libera circolazione delle persone e delle merci, che oggettivamente vanno a vantaggio sopratutto dei ricchi e delle aziende.

La prossima votazione sarà sull’estensione della libera circolazione alla Croazia: in vista di questa votazione dobbiamo esigere che sindacati e sinistra ottengano dal Governo federale e dal padronato serie contropartite per combattere il dumping salariale e la disoccupazione in tutto il Paese. In particolare occorrono contratti collettivi di lavoro in tutti i settori, per definire scale salariali che tengano conto delle mansioni, dell’esperienza e dei titoli di studio dei lavoratori (e facciano le veci dei salari d’uso che venivano applicati dagli uffici cantonali ad ogni nuovo contratto stipulato con un lavoratore estero fino all’introduzione della libera circolazione delle persone). Occorre anche una limitazione del numero dei contratti precari nelle aziende, che sottopongono ad una quasi schiavitù il lavoratore. Occorrono inoltre sanzioni dissuasive in caso di abusi, protezione dai licenziamenti dei rappresentanti dei lavoratori (che denunciano i problemi di dumping) e un diritto per i sindacalisti ad accedere ai posti di lavoro. Non è certo chiedere la luna! Lo ha ribadito al Governo ticinese l’Unione sindacale Ticino e Moesa, lo abbiamo ribadito alla recente assemblea del Sindacato VPOD a Zurigo, ottenendo l’organizzazione di una conferenza nazionale sul tema del dumping salariale in Svizzera. Dobbiamo batterci affinché Cantoni e autorità federali smettano di ignorare i «danni alle persone» dei Bilaterali. La sinistra e i sindacati devono trovare nuove strade per far valere la protezione dei lavoratori e dei residenti più deboli. Sinistra e sindacati non possono più stare a ruota di un’ideologia europeista passiva, che veicola sopratutto diritti e vantaggi per i più forti.