“La sinistra deve riequilibrare un cantone virato a destra”

Intervista pubblicata il 17 aprile 2016 su “il Caffè” a Igor Righini, presidente del PS Ticino

La Lega sfonda anche nei Comuni e il presidente del Ps Igor Righini, se lo spiega così: “Il tempo è uno dei motivi. Le ci sono voluti 25 anni, e il concorso di una ‘buona congiuntura’ sui temi cavalcati da sempre, ad esempio, la paura verso gli stranieri, per abbandonare l’orbita Lugano-centrica. La Lega utilizza inoltre con successo un sistema tipico dell’Udc e schiera i suoi colonnelli, che io però amo chiamare generali – visto che uno di essi è pure alto graduato -, per propagandare il messaggio politico”.

Meno accentrata su Lugano, ma anche sopravvissuta al padre fondatore

“In realtà ancora oggi dal profilo organizzativo la Lega risulta ancorata alla famiglia Bignasca e a pochi consiglieri. Ha superato la morte del Nano perché più che alle persone il movimento appare legato al mondo ideale che veicola, un mondo di protezionismo, contro gli stranieri e in difesa dei valori e delle bandiere nazionali e cantonali. D’altra parte la stessa cosa è successa al suo grande fratello italiano. La Lega di Bossi è stata capace di sopravvivere all’uscita di scena del suo leader”.

I partiti storici, in erosione di consensi, cosa possono fare? È ipotizzabile un’intesa programmatica a sinistra?

“Di intese programmatiche non vorrei parlare. Una è già stata lanciata da Udc e Lega ormai convolate a nozze. Tanto che il movimento di via Monte Boglia ha perso l’anima sociale delle origini, sposando l’economia di mercato. A fronte di questo i ppd, soprattutto nei comuni, vanno a braccetto coi plrt e, addirittura, entrambi si accordano con Lega e Udc. Basta guardare come votano a livello nazionale. Alla fine si delinea un grande assembramento politico di destra e il Ticino è completamente sbilanciato verso questa area. Con, secondo me, delle gravissime ripercussioni sugli equilibri sociali”.

Quindi il Ps che deve fare?

“Il compito della sinistra è quello di definire un proprio territorio, precisando dei messaggi ben chiari e alternativi alla destra. Dobbiamo rivendicare i nostri valori, per cercare di riequilibrare la bilancia dello Stato. Nella sitazione politica attuale si rischia invece di perdere quei contrappesi che mettono in pericolo la pace sociale. Dobbiamo assolutamente tornare a chiedere salari dignitosi, ma anche una scuola pubblica e una sanità di qualità. Opponendoci ai tentativi di privatizzazione. Tutto quello che la destra non sa fare”.

Cosa invece i socialisti devono assolutamente evitare?

“Il peggiore errore della sinistra, e in alcuni comuni è stato fatto, sarebbe quello di perdere l’orgoglio di essere socialisti. Non bisogna insomma snaturare il partito, imitando gli altri”.